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MARZO 2015

     

 

 

DIO E’ AMORE

 

Canto: Vi darò un cuore nuovo

 

  • Gesù buono,, Tu sei in mezzo a noi come il pastore tra le sue pecorelle; ci proteggi dai pericoli, ci chiami per nome, ci guidi con il vincastro della tua Parola, perché non ci attardiamo lungo il cammino, mettendoci in rischio.
  • Come la chioccia protegge i suoi pulcini sotto le sue ali, Tu vuoi proteggerci e piangi quando ci vedi allontanarci dalla tua ala protettrice, come piangesti vedendo Gerusalemme impegnata a tramare insidie al suo Salvatore, perché intollerante dei suoi richiami amorosi, che tentavano di rimetterla sulla via della fedeltà al Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, che avevano in Lui la sua realizzazione.
  • Tu ci porti alla tua guancia, come fa la mamma per il suo bambino ed noi vogliamo corrispondere al tuo abbraccio e al tuo bacio che è adorazione e consegna totale al tuo Amore infinito. Tienici stretti, Signore, non permettere che la nostra stoltezza ci faccia allontanare da Te, unica speranza, unica ancora di salvezza in questo mare in tempesta.
  • In questa Quaresima, accoglici e perdona la nostra freddezza nel rapportarci con Te. Noi vediamo un’umile ostia e come tale ti trattiamo. Non sappiamo fare il salto nella fede per vedere in quell’ostia il Dio nascosto, annientato nel dono totale di sé per nostro amore, per poterci vivificare spiritualmente, santificare e divinizzare. Che grande mistero! E quanto è grande la nostra ottusità!
  • Mostraci, Signore la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Pietà di noi, o Dio, pietà di noi nella tua misericordia. Donaci, Signore, un cuore nuovo, rinnovaci nell’intimo, perché possiamo vedere le meraviglie che Tu operi in nostro favore.

 

ASCOLTIAMO LA PAROLA

 

Dalla prima lettera di S. Giovanni Apostolo (1Gv 4:7-13)

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito.

 

MEDITIAMO LA PAROLA

 

  • Gesù, Tu c’inviti ad amarci nel tuo nome, ma noi abbiamo difficoltà a farlo, perché non abbiamo il tuo Cuore. Siamo suscettibili ad ogni mancanza di attenzione nei nostri riguardi e siamo pronti a difenderci, a reagire con dose raddoppiata al male che riceviamo.

 

Rit. Donaci, Signore, un cuore nuovo, poni in noi, Signor, uno spirito nuovo.

  • Perdonaci, Gesù, non abbiamo imparato da Te ad amarci. Cambiaci il cuore perché possiamo farlo. Donaci l’umiltà per non presumere di noi, per non ritenerci meritevoli solo di approvazioni. Siamo mendicati, Signore, mendicanti di riconoscimenti, di lodi, di gratificazioni. Abbi pietà della nostra povertà.

Rit. Donaci, Signore

  • Tu, Re del cielo, Creatore, Signore, sei venuto a noi nell’umiltà e noi, polvere del suolo, abbiamo la grande ambizione di salire alla ribalta dell’ammirazione. E’ il serpente infernale che ha inoculato in noi il veleno della superbia e noi continuiamo a ripetere con lui: “Non serviam”! Vogliamo dominare e non servire.

Rit. Donaci, Signore

  • E come posso amare, Gesù, se Tu non mi liberi da questa smania di grandezza fatua, che non tollera di essere ridimensionata al livello di verità? Liberaci, Signore, da noi stessi, liberaci dalla falsa idea che non ci permette di vedere negli altri la Tua immagine e onorarla col nostro amore.

Rit. Donaci, Signore

  • Ridisegnaci il cuore, Gesù sul modello del tuo, rendici umili e puri di cuore, togli da noi il cuore di pietra e donaci un cuore di carne, palpitante d’amore per Te e per i fratelli.

Rit. Donaci, Signore

  • Noi stessi non siamo docile tra le tue mani, come argilla che si lascia lavorare, le nostre durezze ostacolano la Tua opera nel nostro cuore, come possiamo farci giudici della povertà altrui? Insegnami, Signore, a non giudicare.

Rit. Donaci, Signore

  • Anch’io non so accontentarmi del Tuo Amore grande e vado mendicando il povero amore umano, imperfetto, a volte falso ed opportunista, come posso meravigliarmi della debolezza altrui? Siamo tutti assetati di Te ma preferiamo accostarci alle pozzanghere umane, piuttosto che attingere alla Sorgente viva del Tuo Cuore. Gesù. Saziaci di Te!

Rit. Donaci, Signore

 

ASCOLTIAMO MADRE SPERANZA

La carità

Consideriamo la virtù della carità. La carità è la virtù teologale con la quale amiamo il nostro Dio per se stesso, noi e il prossimo per Dio. Per sapere quale amore entra nella carità, figlie mie, dobbiamo considerare che l’amore è la compiacenza nel bene. L’amore di compiacenza è il desiderio del bene per se stesso e non per altra cosa. Mentre l’amore di concupiscenza è il desiderio del bene per il vantaggio che procura all’amante, l’amore di benevolenza è la volontà nel bene e la soddisfazione in esso per il vantaggio che porta, non a colui che ama, ma a colui per il quale il bene è voluto. Questo può esprimersi in quattro modi.

  1. Con l’amore di semplice benevolenza colui che ama sceglie per l’amato un bene piuttosto che un altro, e fra molti beni quello più stimato;
  2. con l’amore di predilezione si crea l’unione degli affetti tra l’amante e l’amato;
  3. con l’amore di carità l’amante vuole un bene per l’amato, che a sua volta ricambia l’amore, essendoci così comunicazione scambievole di beni.
  4. La carità è amore di autentica amicizia fra Dio e l’uomo, perché in essa si realizzano le quattro condizioni dell’amore di amicizia: essere amore scambievole, amore di benevolenza, amore palese dell’uno all’altro e viceversa, amore che si esprime nella comunicazione dei beni.

La carità è la più eccellente di tutte le virtù, molto più di quelle morali acquisite o infuse, perché ha Dio per oggetto immediato, più che la fede e la speranza; essa è la forma, il motore, il fine e la madre di tutte le virtù, perché tutte le dirige e le muove e tutte a lei si riferiscono; non ha misura né forma nella sua espressione concreta, dato che quanto più amiamo Dio tanto più lo dobbiamo amare e tanto più Egli è degno di essere amato; può crescere sempre finché l’uomo permane in questa vita; non può diminuire, una volta posseduta, per cui o si possiede come beatitudine che non si riduce, oppure scompare del tutto; ha il potere di giustificare il peccatore, anche fuori del Sacramento della Riconciliazione, quando però il peccatore che rientra nella carità promette di confessarsi più presto che gli sia possibile.

La carità autentica è virtù divina, è fiore del cielo che può nascere solo nel terreno della Chiesa e sullo stelo soprannaturale della fede, sostenuto dalla radice solida della speranza. La speranza, la fede e la carità sono, figlie mie, tre rami del medesimo tronco alimentati dalla stessa linfa divina che è la grazia dello Spirito Santo.

È così alto il valore di questa celeste virtù che senza di lei nulla valgono i doni più vantaggiosi. Anche se possedessimo tutti i tesori del mondo e li dessimo per il mantenimento dei poveri, questo, figlie mie, non avrebbe alcun valore senza la carità; cioè, senza la carità nulla ha peso sulla bilancia di Colui il cui giudizio è la giusta misura delle cose.

La carità è l’essenza della perfezione. È virtù nuova nell’uomo e superiore ad ogni forza di volontà, infatti promana solo e direttamente da Dio, così come pure la grazia, ed è il primo frutto dello Spirito Santo. Chi persevera nella carità rimane in Dio e Dio in lui, perché Dio stesso è carità. Come vedete, figlie mie, possedere la carità è vivere realmente e in verità; questa è davvero una vita piena e gloriosa.

Care figlie, non c’è comandamento più gradito che il comandamento della carità, scaturito spontaneamente dal Cuore del nostro dolce Gesù: "Amatevi gli uni gli altri, questo è il mio comandamento". E come profondamente rimase impressa questa raccomandazione del Maestro nel cuore dei suoi discepoli! Essi amarono fino al sacrificio, dimentichi di se stessi. E noi, Ancelle e Laici dell’Amore Misericordioso, come dobbiamo amare e praticare questo meraviglioso comandamento della carità?!

Ameremo il nemico e lo abbracceremo come se fosse il nostro più grande amico, pregheremo per lui e gli faremo tutto il bene che possiamo. Impareremo a liberarci dal nostro personale giudizio; cederemo il nostro diritto per non turbare la pace del prossimo, mettendo in pratica il consiglio del nostro buon Maestro: "A chi ti vuole chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello".

 

Canto: Preghiera

 

PREGHIERA LITANICA

 

  • Per quanti hanno il cuore indurito nell’odio,
                               Gesù, insegnaci ad amare
  • Per quanti hanno il cuore inquinato dall’invidia,
  • Per quanti non sanno passare dal risentimento al perdono,
  • Per quanti offendono con superficialità e per divertimento,
  • Per quanti sono vittime dell’ingratitudine,
  • Per quanti si permettono di disprezzare i fratelli con orgoglio,
  • Per quanti sono vittime dell’insincerità e fingono sentimenti che non hanno,
  • Per quanti ingannano i poveri mendicanti di amore, sfruttandoli,
  • Per quanti non sanno corrispondere all’amore e disprezzano,
  • Per quanti non hanno scoperto l’Amore di Dio e lo ignorano,
  • Per quanti, vittime dei loro errori, ne accusano Dio,
  • Per quanti, offendono il nome santo di Dio con la bestemmia,
  • Per quanti profanano il giorno festivo, trasformandolo in giorno di peccato,
  • Per quanti dimenticano il dovere sacro di amare i loro genitori e di assisterli,
  • Per quanti uccidono la vita e profanano l’innocenza,
  • Per quanti profanano la sacralità della famiglia con amori illeciti,

 

Canto: Dov’è carità e amore

 

RECITIAMO A CORI ALTERNI IL SALMO  62

 

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia,

a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua.

 

Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode.

 

Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani.

Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

 

Quando nel mio giaciglio di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne,

a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

 

A te si stringe l'anima mia e la forza della tua destra mi sostiene.

 

Gloria …

(Sottolineiamo, meditando, il versetto che ci interessa)

 

SPAZIO PER LA PREGHIERA PERSONALE

(Ad ogni invocazione diciamo: Gesù, ascolta ed esaudisci la nostra supplica.

 

**********************

PREGHIERE DI MADRE SPERANZA

 

  1. Gesù mio, fa che non dimentichi che l’umiltà e la carità sono il fondamento della santità e che solo con il tuo amore la potrò raggiungere. So, Gesù mio, che non riuscirò mai ad amarti come meriti, ma ho un grande desiderio di amarti e di comunicare con Te, affinché Tu comunichi con me. Aiutami, Gesù, perché attraverso la conoscenza del mio Dio possa attrarre a me Dio stesso e mi abbandoni interamente a Lui nell’amore.
  2. Gesù mio, ho un gran desiderio di santificarmi a tutti i costi, solo per darti gloria; e vedo che il cammino della perfezione è arduo, ci vuole uno sforzo non comune ed energico; e questo mi spaventa molto, soprattutto quando dimentico che Tu mi precedi e mi aiuti.
  3. Oggi, Gesù, con il tuo aiuto ti prometto, ancora una volta, di camminare per questa via aspra e difficile, guardando sempre avanti senza voltarmi indietro. Aiutami, Gesù mio, perché viva sempre unito alla croce: con l’umiltà sincera reprima il desiderio di essere onorato e con la mortificazione l’amore al piacere.
  4. Fa che il mio cuore e la mia mente siano continuamente fissi in Te e che possa dire con sincerità: "Vivo, ma non sono io che vivo: sei Tu che vivi in me".
  5. Ti prego, Gesù mio, non dimenticare i sacerdoti del mondo intero: per essi io voglio essere vittima. Illuminali perché comprendano il vuoto e la nullità delle cose umane. Attirali a Te, fa che ti conoscano come Padre amoroso e fonte di ogni bene. Dà a tutti loro volontà, forza e costanza perché cerchino solo Te.

 

Canto: Davanti al Re

BENEDIZIONE EUCARISTICA

  • Sia benedetto Dio Padre fonte di ogni amore perfetto.
  • Sia benedetto il Figlio che ci ha manifestato l’amore del Padre
  • Sia benedetto lo Spirito che unisce in un solo volere il Padre e il Figlio.
  • Benedetta Maria che con il suo amore ha elevato fino a Dio la nostra umanità.
  • Benedetti gli angeli e i santi che vivono l’amore perfetto nel Regno di Dio.
  • Benedetti quanti si affidano a Dio e l’onorano con il loro amore.

 

Canto: Resta qui con noi


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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2021
 
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