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NOVEMBRE 2013

     

 

QUALI LE CAUSE DELLA CRISI MONDIALE? …E LA MEDICINA? Maria Grazia Zagaria.

GIROTONDO            La crisi economica attuale nasce fondamentalmente dalla manovra dei tassi di interesse da parte delle Banche Centrali e dalla produzione a basso costo dei paesi emergenti, come la Cina. L’effetto domino ha avuto inizio dall’America quando, a fine 2007, una miriade di famiglie non è stata più in grado di poter pagare le rate dei mutui contratti per l’acquisto delle abitazioni, assistendo impotenti ad una messa all’asta delle stesse, con conseguente riduzione del valore degli immobili acquistati. Di qui il crollo dell’edilizia, motore trainante dell’economia statunitense. Come effetto immediato si è avuto il crollo dei titoli che ha coinvolto altri mercati. Ma perché i titoli sono crollati?  Beh è ovvio!

            Le imprese necessitano di liquidità per cui vendono le azioni ed inizia la fuga dei titoli inaffidabili… Ed  è “l’Hiroshima dell’economia mondiale”! Un fuggi fuggi generale! Ormai è crisi mondiale! Tutti i settori vengono travolti e stravolti. La bufera impazza! Contemporaneamente tutti i paesi emergenti, come la Cina, immettono sul mercato prodotti a basso costo e qualità inflazionando il mercato manifatturiero mondiale, generando come conseguenza indiretta l’aumento della domanda di energia (petrolio) la cui riserva è limitata, portando al rialzo il prezzo di tale fonte energetica. Paesi come l’Italia che acquistano energia altrove, sono stati costretti ad aumentare i prezzi in seguito all’aumento dei costi di produzione, ottenendo come risultato uno spostamento dei settori produttivi dai paesi industrializzati a quelli emergenti, assistendo ad una drastica riduzione del PIL. Per una volta, la crisi non è scatenata da squilibri della bilancia dei pagamenti o da recessione, ma dai mutui e da produzioni inflazionistiche di beni di consumo! La Federal Reserve Bermanke ha dovuto ammettere che le autorità monetarie sono rimaste sorprese della violenza della propagazione della crisi. Le Banche Centrali hanno sottovalutato i rischi conseguenti ad un’errata manovra dei tassi sui finanziamenti.

            Ma come mai le famiglie si sono spinte ad investire nel settore immobiliare?

            Beh, facile! Fino ad allora i tassi erano bassi e costanti ed il settore immobiliare in crescita trainava l’economia portando ad un aumento del prezzo delle case…le aspettative di reddito erano alte. D’altro lato, i prodotti dei paesi emergenti a buon mercato lasciavano credere in un momento di congiuntura economica favorevole. Il problema è che andava nascendo un meccanismo bancario viziato con la vendita dei titoli per finanziare i mutui. In sostanza le banche USA hanno collocato sui mercati con strumenti poco trasparenti circa 13.000 miliardi di prestiti! Così la crisi si è trasformata in crisi del credito internazionale e successivamente in crisi dell’economia reale, data la dipendenza di quest’ultima dal sistema borsistico e finanziario internazionale. Ma, come la febbre, la crisi è solo un sintomo, bisogna diagnosticare e curare la malattia sottostante. Bene, una possibile cura potrebbe consistere nel ritorno ad una crescita più bilanciata invertendo la tendenza degli ultimi decenni, riducendo le diseguaglianze col ritorno a sistemi di tassazione più progressivi. Ovvero bisogna che l’Europa coordini in modo reale le politiche di tassazione evitando la concorrenza fiscale ed il dumping sociale, sottoforma di forte riduzione di imposte sui redditi elevati e di capitale, permettendo un loro reinvestimento, con una riduzione del costo del lavoro e del denaro. Dal lato delle entrate occorrerebbe rivalutare il ruolo assicurativo ed intermediario dello Stato sociale rivolgendo particolare attenzione inizialmente agli ammortizzatori sociali, che non costituiscono la soluzione al problema, ma un deterrente, una molla. Bisogna ridurre il cuneo fiscale! Non per ultimo accorrerebbe con urgenza porre l’attenzione all’istruzione ed alla sanità (beni pubblici immateriali) ed ampliare le infrastrutture, creando lavoro e favorendo lo sviluppo delle imprese, a partire dal settore primario fino a quello terziario. In un quadro d’insieme, queste misure sarebbero in grado di ridurre sia le diseguaglianze di reddito sia quelle nel consumo, portando come effetto una  stabilizzazione del ciclo economico e favorendo una crescita più sostenibile ed equa!

            Ed intanto fa eco lo spread…impegnando menti eccelse allo studio di una medicina miracolosa che lo riduca nei ranghi!

 

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Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2018
 
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