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OTTOBRE 2010

     

ULTIMA CENA DI GESU’

(età: 6 -7 -8 anni)

            E’ bene parlare ai bambini dell’Eucaristia fin dai primi anni della loro vita. Anche se si tratta di un mistero difficile da capirsi anche per i grandi, ci si stupirà della capacità dei piccoli e piccolissimi di penetrare nel mistero e accettarlo senza difficoltà.

            “Beati i puri di cuore, essi vedranno Dio”, e i bimbi sono puri di cuore che attendono di essere educati nella fede.

  • Come prima cosa si può raccontare ai bambini ciò che avvenne nell’Ultima Cena di Gesù, con parole semplici ma con profondo rispetto e venerazione. I bambini imparano più empaticamente che dalle parole. Se ci vedranno spiegare come se noi stessi fossimo seduti a quella mensa, accanto a Gesù, Dio fatto uomo per poterci parlare del Regno di Dio e per poter riparare i nostri peccati, capiranno che stiamo dicendo cose grandi, che meritano rispetto.
  • Come seconda cosa si possono invitare i bambini a ripetere l’esperienza degli Apostoli, rivivendo l’Ultima Cena.

(Ci si dispone intorno ad tavolo e si assegna ad ogni bambino il ruolo di un personaggio. Occorrono almeno 13 bambini più il lettore. Ognuno avrà la scheda con le parole che riguardano il suo personaggio. Quando ognuno è al suo posto il lettore inizia la lettura.)

 

Let. E venne il giorno degli azzimi, nel quale si doveva immolare l’agnello pasquale.

      Gesù mandò Pietro e Giovanni:

G.  “Andate – disse loro – a preparare per mangiare la Pasqua”.

Let. Essi andarono e prepararono come Gesù aveva detto loro.

      Quando fu sera Gesù si mise a tavola con i dodici apostoli: Pietro, Giovanni, Andrea, Filippo, Giacomo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Taddeo, Simone, Giacomo figlio di Alfeo, Giuda.

      Tutti si siedono e cantano l’inno:

“Benedetto sei Tu, o Signore,

Re eterno,

che ci hai fatto vivere,

che ci hai fatto sussistere,

che ci hai fatto arrivare a questo giorno”.

Let.Uno dei partecipanti al banchetto ringrazia Dio per l’opera della creazione e legge un brano della Bibbia: Genesi 2,1-3

  •  Furono così compiuti il cielo e la terra e tutto l’esercito loro. Avendo Iddio compiuto, al settimo giorno, l’opera che aveva fatto, cessò il settimo giorno, da ogni opera da Lui fatta, e benedisse Iddio il settimo giorno e lo santificò, perché in esso aveva cessato da ogni opera da Lui fatta creando.

Il più giovane: “In che si differenzia questa notte da tutte le altre notti? Ogni notte mangiamo pane fermentato e azzimo, oggi soltanto azzimo. Le altre notti mangiamo ogni sorta di erbe, oggi solo erbe amare.”

Il più vecchio: “Schiavi fummo in terra d’Egitto, e ce ne fece uscire il nostro Dio con mano forte e con braccio teso”.

Un altro dice: “Se non si mangiano tre cose di Pasqua, non si soddisfa l’obbligo e le tre cose sono: l’Agnello pasquale, il pane azzimo e le erbe amare”.

Il più giovane: “L’Agnello pasquale perché?”

Il più vecchio: Perché fu immolato l’agnello e con il suo sangue furono tinti gli stipiti delle porte degli Ebrei e quando l’angelo sterminatore passò, tutti gli Ebrei furono salvi dal sangue dell’agnello”.

Il più giovane: “Il pane azzimo perché?”

Il più vecchio: Perché la pasta degli Ebrei che stavano per lasciare l’Egitto non arrivò a fermentare, quando il Signore volle liberarli dalla schiavitù in Egitto”

Il più giovane: “Le erbe amare perché?”

Il più vecchio: “Per ricordare che gli Egiziani amareggiarono la vita degli Ebrei con duri lavori”.

Let. Gesù sa che morirà l’indomani e vuol dare agli apostoli gli ultimi insegnamenti e dice:

G.  Vi do un comandamento nuovo: Amatevi l’un l’altro come io ho amato voi.

Let. Gesù recita la preghiera di benedizione dicendo:

G.  “Benedetto Tu, o Signore,
Iddio nostro, Re eterno,
che fai uscire il grano dalla terra”.

Let. Gesù prende il pane azzimo, lo spezza e dice:

G.  “Prendete e mangiate:
questo è il mio Corpo che per voi sarà dato.

Let. Ora tutti cenano. Alla fine della cena si riprende a pregare e si invoca la venuta del Messia con le parole:

Tutti: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore.

Let. Allora Gesù recita la preghiera di benedizione e dice:

G.  Che renderò al Signore per tutti i suoi benefici?

                                                Prenderò il calice della salute

                                                e invocherò il nome del Signore.

Let. Gesù benedice la coppa e dice:

G.  Benedetto Tu, o Signore,

     Iddio nostro, Re eterno,

     che crei il frutto della vite.

Let. Gesù prende il calice e dice:

G.  Prendete e bevetene tutti,

                                                perché questo è il mio Sangue.

Let. Gesù vuole restare insieme con gli uomini di tutti i tempi, perché ama gli uomini di tutti i tempi. Allora lascia agli apostoli il potere di rifare quello che Egli ha fatto e dice:

G.  Ogni volta che farete questo,

      fatelo in memoria di me.

Let. Di nuovo tutti insieme recitano il salmo di ringraziamento:

Tutti:   

  • Ringraziate il Signore perché Egli è buono,    

    perché in eterno dura la sua misericordia.

      Colui che ha fatto i cieli,                        ;

perché in eterno dura la sua misericordia.

      Colui che ha disteso la terra sopra le acque,  

perché in eterno dura la sua misericordia.

      Colui che ha fatto il sole per dominare il giorno,

perché in eterno dura la sua misericordia.

      Colui che ha fatto la luna e le stelle per dominare la notte,

perché in eterno dura la sua misericordia.

      Colui che dà il pane ad ogni creatura,  

perché in eterno dura la sua misericordia.

G.  Ringraziate tutti Iddio dei cieli”.

Let. Cantato l’inno uscirono per andare al Monte degli Ulivi.

 

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Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2012
 
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