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DICEMBRE 2000

     

 

IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

 

            Nell’incontro formativo precedente abbiamo parlato di una sorta di autocontrollo, di “apatheia, per non lasciarci travolgere dalle suggestioni cattive. Abbiamo detto che tutto comincia dal pensiero, perché anche le sensazioni sono accompagnate da un pensiero - proposta.

            Abbiamo anche detto che non ogni pensiero è cattivo, perché anche Dio agisce nella nostra mente e nel nostro cuore e ci stimola con pensieri - proposte.

            Bisogna dunque saper distinguere tra i due tipi di pensiero.

            Se leggiamo le vite dei santi vediamo che la loro vita è stata una lunga e attenta vigilanza ma, essendo uomini e donne come noi, anche loro hanno commesso degli errori non sapendo “distinguere gli spiriti”.

            Ma perché questa lotta?

            Perché, come si legge in Apocalisse 12, noi creature di Dio siamo contese da Dio, che vuole darci la pienezza della vita nella gloria della visione, dopo aver dato in riscatto per il nostro peccato, tutta la sua vita, e dal demonio che, per invidia, vuole coinvolgerci nella sua rovina.

            Il demonio è chiamato anche “principe di questo mondo” perché sono tante le persone che, sedotte dalle sue false promesse, assecondano le tre concupiscenze umane: piacere, avere, potere, esaltano questi falsi valori e vivono per raggiungere obiettivi solo terreni, non esitando a calpestare diritti altrui pur di soddisfare le loro brame mai sazie. E questi fanno passare per conquiste di civiltà e propagandano principi contrari a quelli proclamati da Gesù nel Vangelo. Sono le truppe di Satana che invadono il mondo e seminano angosce.

            La proposta che Dio ci fa nell’intimo della coscienza è sempre proposta d’amore, di fratellanza, di altruismo, di ricerca della vera vita e della felicità pura. Questa voce viene contrastata dalle tante voci che passano attraverso il cosiddetto “senso comune”, “buon senso” e tendono a farci ritagliare la nostra fetta di felicità qui in terra anche trascurando, se è necessario, il comando divino. C’è perciò la possibilità di non riconoscere il pensiero buono da quello cattivo, vista l’abilità del demonio nel confondere le nostre idee.

            I “Sapienziali” (libri che insegnano la sapienza divina), sono stati scritti dai profeti proprio per insegnarci a distinguere il bene dal male.

            L’arte del discernimento è un dono dello Spirito. Secondo S. Giovanni (1Gv 2,20-27) è un’unzione, uno stato di luce. S. Antonio Abate disse: “E’ necessaria molta preghiera e molta ascesi affinché dopo aver ricevuto dallo Spirito Santo il carisma del discernimento degli spiriti, si possa conoscere ciò che concerne ciascun demone....” (Per “ascesi” si intende il tirocinio spirituale e fisico che, attraverso digiuni, isolamento, meditazioni e preghiera, procura la perfezione interiore e il distacco dal mondo e dagli istinti).

            Come per ogni cosa, anche per la vita spirituale occorre molta esperienza per riconoscere dove ci condurrebbe ogni pensiero.

            I nuovi profeti sono i santi. Il profeta è colui che parla in nome di Dio. Potenzialmente tutti i cristiani sono profeti, il battesimo, infatti ci rende partecipi degli attributi di Cristo: Re, sacerdote, profeta. Un buon padre spirituale, che aiuta le anime a discernere il bene dal male è un profeta, una mamma, un papà saggi che sanno aiutare il figlio nelle sue scelte, senza lasciar prevalere i punti di vista umani, sono profeti, un buon insegnante che sa filtrare la scienza attraverso la sapienza divina, educando in tal modo gli alunni, è un profeta, un buon amico, che sa consigliare l’amico in crisi e dissuaderlo da scelte sbagliate, è un profeta.

            E’ cosa saggia rivelare al proprio Padre Spirituale tutti i movimenti dell’anima, soprattutto quei pensieri che il tentatore vorrebbe che tenessimo nascosti. A volte basta rivelare una tentazione per esserne liberati. Ovviamente la scelta del Padre Spirituale deve essere ponderata. Deve trattarsi di persona di preghiera, dedita alla vita interiore, esperta nell’arte del discernimento degli spiriti.

            E comunque è necessario tener presente alcune regole per il discernimento degli spiriti.

            L’albero, dice Gesù, si riconosce dai frutti.

I buoni suggerimenti producono i frutti dello Spirito che sono: gioia, pace, coraggio, determinazione, rinnovamento interiore, fedeltà, amore di Dio e del prossimo;

i pensieri malvagi, al contrario, portano paura, turbamento, disordine, tristezza, odio, infedeltà, accidia, pusillanimità....

            Questa regola è stata semplificata così: Ciò che turba viene dal diavolo, ciò che dà pace al cuore viene da Dio.

            Se una persona, però è assuefatta al male, è abituata a giocare con il tentatore, ammette nella sua vita spazi di infedeltà e perciò ha la coscienza atrofizzata, è difficile farla reagire, vive un sopore spirituale, una falsa pace dalla quale solo lo Spirito Santo può scuoterla. Questa falsa pace è opera del tentatore che, tenendola ormai al sicuro nelle sue cattive abitudini, non lo tormenta con altre tentazioni, perché ormai l’ha resa schiava di se stessa.

            Il turbamento non è certo una virtù, è sempre indice di lotta ed è anche possibile che porti alla disperazione, ma l’indurimento del cuore è cosa ancora peggiore, perché non dà la possibilità di accorgersi del rischio di perdizione in cui si vive.

            Oltre allo stato di turbamento, l’anima può trovarsi nella desolazione, cioè nell’assenza di ogni consolazione spirituale. Ci si trovò anche Gesù nel Getsemani. In questi momenti la spinta a tornare ai piaceri della terra è forte. Essa è una sorta di oscurità dell’anima, che prova sfiducia in se stessa e in Dio. In questo stato d’animo si è tentati di regredire, tornando alla vita senza ideali spirituali. Regola d’oro in questi momenti è: non venir meno ai progetti fatti in tempo di consolazione, semplicemente perché nella consolazione parla Dio, nel turbamento siamo sotto l’influsso del tentatore. Ti eri proposto di pregare ma ora non ne hai voglia? Prega anche di più. Ti eri proposto di rinunciare a qualche tuo vizio? Resisti e sii fedele al tuo proposito. Ti eri proposto di non adirarti? Vigila su te stesso e fuggi i pericoli. E ricorda sempre: In tempo di desolazione non prendere decisioni.

           S. Ignazio dice che il demonio si comporta come una donna litigiosa. Quando gli si resiste fermamente tace. Quando si ha paura perseguita con più ferocia. Il diavolo è forte con i deboli e debole con i forti.

            Perché questa lotta continua?

            La Bibbia ci narra la storia di Giobbe: tutte le sue sofferenze divennero prova della sua virtù. S. Teresa d’Avila soffrì di desolazione per molti anni, ma poi fu ricompensata con grandi visioni. Noi pure abbiamo bisogno di essere messi a verifica.

            Dio però non permette mai che siamo provati oltre la giusta misura e dà sempre la forza proporzionata alle prove che dobbiamo superare. Inoltre su questa terra tutto passa, anche la desolazione, perciò basta esercitare in questi casi la virtù della pazienza e attendere con fiducia.

            I maestri di spirito hanno addirittura ricavato dall’osservazione una sorta di regola: Dio regala consolazioni ai principianti, a mo’ di incoraggiamento, poi viene lo stato di aridità, in cui l’anima deve andare per sforzo di volontà al Dio delle consolazioni e non alle consolazioni di Dio.

            Si tratta di una sorta di innamoramento tra Dio e l’anima. Nel tempo dell’innamoramento tutto appare circonfuso da un alone irreale, che non permette neanche di immaginare le difficoltà del vivere insieme, poi però cala l’euforia e si comincia a vedere i difetti dell’altro/a.

E’ il momento della verifica del proprio amore: se la persona è davvero capace di amare, prenderà su di sé le debolezze del coniuge e le redimerà con il suo amore intriso di perdono; se invece l’amore è piccolo ed è grande l’egoismo ed è enorme la paura di soffrire, allora si chiudono le storie e non si permette all’amore di trionfare.

            Questo succede anche nella vita spirituale, che è premessa e palestra di allenamento della vita coniugale. Se uno sa vincere le sue battaglie spirituali, saprà vincere anche le battaglie coniugali.

            La nostra capacità di amare può essere bisognosa di cure. Come ci sono le malattie del corpo così ci sono le malattie dell’anima e della psiche. C’è chi tende ad essere malinconico (tristezza o invidia), chi si adira facilmente (ira), chi è pigro per natura o per mancanza di buona volontà (accidia), chi non tollera di essere ripreso (superbia), chi tende a possedere molti beni e non vuole mai spendere (avarizia), chi non sa tenere sotto controllo gli istinti sessuali e perciò facilmente tradisce il coniuge (lussuria), chi è schiavo dei piaceri della gola (golosità), ecc...

           S. Ignazio ci dice che il demonio si comporta come un capo militare, che si vuole impossessare di un castello. Prima analizza quali sono i punti deboli, poi attacca partendo proprio da quelli. Ma come il buon difensore mette barriere nelle postazioni che prevede siano attaccate, così noi dobbiamo fortificare i nostri punti deboli, concentrando la nostra vigilanza sul nostro vizio capitale. Ma per farlo è necessario conoscere il nostro difetto capitale.

             Ma come conoscerci?

            Per conoscerci abbiamo bisogno innanzitutto di metterci alla luce di Dio e incontrarci con noi stessi nell’esame della nostra coscienza.

            L’esame di coscienza si può fare la sera, prima di addormentarsi, per ricapitolare la giornata trascorsa. E’ una specie di bilancio quotidiano. Esso non deve riguardare solo i peccati ma è ancora più opportuno porsi queste domande:

Oggi quali pensieri mi appesantivano il cuore?

Cosa turbava la mia pace?

Dove volevano condurmi?

            I pensieri sono come gli amici. Si impara presto a distinguere i veri dai falsi.

            Sul discernimento degli spiriti hanno scritto molti autori spirituali. Nel V secolo Diadoco di Fotica ha raccolto ciò che dicevano i Padri su tali argomenti. S. Ignazio di Loiola dopo aver sperimentato personalmente la lotta, scrisse in proposito il “Combattimento spirituale”, ma il più famoso è Evagrio (IV sec.) che scrisse sugli “Spiriti di malizia” in cui cerca di dare un elenco che vuol essere completo su vari tipi di tentazioni che conducono al male.

            Vi chiederete: Perché questa ascesi rigida anche per gli sposati?

            Perché anche gli sposati sono chiamati alla santità, perché la vita matrimoniale è un cammino di santificazione come quella dei consacrati. Perché, sia pure con argomenti diversi, il tentatore è lo stesso e usa la stessa tattica per sedurci. Lui ama infrangere i progetti buoni e mettere le persone in situazione di disperazione. Lui è padre dell’odio e della malvagità e fa leva sulle nostre debolezze per portarci all’esasperazione. Siamo superficiali? Lui ci inganna facendoci giocare con le tentazioni, dandoci il gusto della trasgressione, intanto la tentazione diventa passione travolgente e quando noi ci accorgiamo e vorremmo tornare sui nostri passi non è possibile senza uno sforzo eroico e senza la grazia di Dio. Intanto abbiamo seminato intorno a noi dolore e pianto, delusione e amarezza e forse abbiamo scatenato anche l’aggressività di quanti ci vivono accanto. Se si tratta di infedeltà, ci fa vedere il coniuge in una luce pessima, come se non avesse alcun punto positivo. Se si tratta di ira ci fa ritenere impossibile o non opportuno alcun tipo di perdono, ci dà quasi la fissazione maniacale sui difetti altrui e ci stabilisce nel rancore senza tempo, perché nessun ragionamento riesce a dissuaderci dall’atteggiamento di rifiuto.... e così via per tutti gli altri vizi capitali che facilitano il nostro vivere nel peccato.

            Sono sempre i nostri vizi che creano disturbo nella vita di famiglia e nelle altre circostanze associative.

            Quando una persona si trova in crisi di identità, sicuramente è in atto qualche tentazione acuta che le offusca la mente, turba il suo cuore e causa sofferenza.

            Chi riesce a capire che questo è un momento di verifica e perciò è chiamato a dar ragione della sua determinazione nel bene, resiste e si fortifica;

chi invece si lascia turbare dai sentimenti e dalle fantasie e vuole liberarsi dalla sofferenza, abbandona i propositi fatti, sia pure il matrimonio e va a mendicare amore in pozzanghere inquinate. Neanche la sofferenza dei figli è in grado di farlo riflettere e desistere dalla decisione di abbandono. Si mette così in un vicolo cieco carico solo di tenebre, dove ciò che brilla è fango e sudiciume. Questo perché non ha saputo combattere la sua battaglia, ha ceduto al tentatore, è stato sedotto da lui che è un abile persuasore.

            Ognuno di noi potrebbe scrivere la sua pagina nera. Se questa appartiene al passato ma è stata superata dalla riconciliazione, è perché Qualcuno ci ha aiutato a resistere e noi ci siamo fidati di Lui. Se quella pagina ha determinato svolte irreversibili, contrarie al volere di Dio, sappiamo di aver smarrito la strada maestra ed ora, nella migliore delle ipotesi, c’è per noi una via di misericordia, nella quale speriamo, ma la serenità e la pace sono ormai ricordi di infanzia.

            Nessuno però ha diritto di pensare che per lui non è più possibile la salvezza. Il ritorno a Dio con tutto il cuore e una seria vita di penitenza e di riparazione può far raggiungere la santificazione anche al peccatore più pervertito. Forse alcune scelte sono ormai irreversibili ma il pentimento sofferto e offerto può redimere una vita di peccato e fare un santo. Non scoraggiamoci! Dio è Amore Misericordioso e tiene alla nostra vita più di quanto noi stessi ci teniamo e Lui solo darà il giudizio conclusivo sulla nostra vicenda terrena. Fidiamoci di Lui e lasciamoci avvolgere dal Suo Amore misericordioso.

 

 

 

PER L’APPROFONDIMENTO PERSONALE:

 

    • Tu pensi di aver bisogno di compiere un cammino di discernimento per imparare a distinguere il bene dal male?
    • Ci sono stati nella tua vita momenti bui, che ti hanno fatto smarrire il sentiero intrapreso con i vari sacramenti, compreso il matrimonio?
    • Cosa succedeva?
    • Sai riconoscere il tuo difetto dominante, il tuo punto fragile sul quale il tentatore ha fatto e fa leva per entrare nel tuo castello interiore?
    • In seguito hai imparato a tenere sotto controllo questa malattia spirituale per non rischiare la morte dell’anima?
    • Sei capace di resistere alle tentazioni, anche se questo comporta sacrificio, umiliazioni e sofferenza?
    • Hai imparato a non prendere decisioni quando l’animo è turbato?
    • Intensifichi la preghiera in questi momenti?
    • Hai trovato una guida spirituale saggia e santa, che ti indichi il cammino della volontà di Dio?
    • Quando sei turbato frequenti con maggiore assiduità la comunità o, preso dallo scoraggiamento, abbandoni tutto?
    • Cosa pensi di fare per rafforzare i tuoi punti deboli?
    • Scrivi alcuni provvedimenti che intendi prendere in questo mese.
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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2021
 
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