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OTTOBRE 2021

     

PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO (1Pt 1:1-2)

Indirizzo e saluti (2P 1:1-2; Gm 1:1; Gd 1-2)

           Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate.

PRIMA LETTERA DI PIETRO

Scheda riassuntiva

                                                                                     Ponto

            (1,1-3) PRE-SCRITTO  = ai DISPERSI                                           Galazia

Cappadocia

Asia

Bitinia

Ma “SCELTI” per   un PROGETTO  Trinitario

RIFLETTIAMO INSIEME

Saluto:

            Pietro si rivolge ai cristiani con un saluto da vero vicario universale di Cristo: un saluto liturgico: augura grazia e pace a coloro che sono stati scelti per essere aspersi del Sangue redentore di Gesù, per opera dello Spirito Santo, non perché ci sia una predestinazione da parte di Dio, ma perché anche la nostra risposta positiva alla chiamata universale alla salvezza è frutto della grazia che ci sostiene nel discernimento del bene e del male.

            Grazia = accudimento materno da parte di Dio;

            Pace = assenza di ogni problema,

            Si rivolge ai cristiani costretti a disperdersi nel mondo a motivo della ferocia della classe dirigente della Palestina, che non aveva voluto accogliere il suo Salvatore e lo aveva perseguitato e crocifisso e ora perseguitava pure i suoi seguaci, obbligandoli all’esilio.

            Pietro partecipa al dolore degli esiliati e invoca su di loro la sovrabbondanza della grazia e della pace.

 

Scelti per un Progetto

            Questo saluto possiamo ritenerlo rivolto anche a noi, dispersi sulla terra, come il sale nelle vivande, a noi che, chiamati al Regno di Dio, viviamo come stranieri in una terra che non ci appartiene, ma che siamo chiamati ad insaporire con la sapienza del Vangelo, ad illuminarla con la sua luce.

            Noi non siamo migliori degli altri a cui siamo mandati, il dono della fede non è un nostro merito, è stato lo Spirito di Dio che ha illuminato i nostri cuori e ci ha conquistati con il fascino di una vita trasparente purezza, santità, carità operosa, gioia, pace intima. Lo Spirito ci chiama all’obbedienza a Cristo.

            Per questo dono dobbiamo essere grati a Dio che ci ha scelti senza alcun nostro merito e ci ha chiamati ad una missione santa che forse non apprezziamo abbastanza. Il nostro mondo si è allontanato sempre più da Dio e ci considera come ebeti che crediamo alle favole, mentre noi abbiamo la certezza della fede, sappiamo che Dio c’è ed è vivo in mezzo a noi, sappiamo che è sceso tra noi per una missione così santa che solo Lui stesso poteva compiere, quella di salvarci dalla nostra stoltezza orgogliosa e spavalda, quella di voler essere noi come Dio, mentre tutti i giorni sorella morte ci dimostra che non siamo nulla senza di Lui e la morte spegne ogni speranza di immortalità e la morte inghiotte avida tutti i nostri sogni di gloria.

            La predilezione di Dio nei nostri riguardi sembra una favola ma è un’inattesa e immeritata grazia, che trasforma la nostra situazione di esiliati per sempre da Dio, in eletti e prescelti ad essere “cantori della sua misericordia”.

“eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate”.

            Pietro non racconta una favola per ingannarci e illuderci, ma ci ricorda una grande, inspiegabile e stupenda realtà: Dio ci chiama a collaborare con Lui al piano di salvezza del genere umano, dopo averci santificato con lo spirito e averci aspersi con il Sangue divino del suo Figlio e ci augura che grazia e pace siano moltiplicati su di noi, per poter assolvere degnamente a questa “obbedienza”.

            La “disobbedienza” ci ha persi, l’ “obbedienza” ci può non solo salvare ma santificare e ci può rendere corresponsabili della salvezza dei fratelli ai quali siamo mandati.                                               

            E’ troppo grande questo progetto di Dio perché noi possiamo ritenerlo reale, siamo troppo terreni, ci siamo materializzati troppo per poter pensare che Dio, l’Eccelso, Colui di cui non si poteva neanche pronunciare il nome, abbia messo i Suoi occhi proprio su di noi e ci abbia scelti come suoi collaboratori.

            Sì, questo è meraviglioso, cioè desta meraviglia, sembra impossibile, ma perché ancora non abbiamo capito Dio. Non abbiamo capito che Dio è semplice, umile, sceglie quello che non è, opera in lui perché diventi ciò a cui Lui lo chiama.

 

Gesù chiama Pietro

Lo ha fatto con San Pietro: Pietro, umile pescatore, esperto solo di pesci e di barche, impegnato solo a guadagnarsi il pane in lotta con le onde e con i temporali, si sente chiamato ad essere “pescatore di uomini” nel mare di un mondo in burrasca con l’orgoglio giudaico, la superbia romana, l’ottusità di popoli idolatri…. Non ne era capace, mai avrebbe immaginato di sé una cosa simile, eppure Gesù a prima vista gli rivela la sua missione: “Simone, d’ora in poi tu sarai pescatore di uomini” e ancora: “A te io darò le chiavi del Regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato anche in cielo e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto anche in cielo”. Sembra quasi che sia Dio a sottomettersi a Pietro e non viceversa.

Questa missione non era nei suoi programmi e mai avrebbe pensato, lui, legato al suo lago, di poter solcare altri mari fino ad arrivare a Roma, la grande idolatra, città opulenta ed edonista.

Cosa avrebbe potuto fare, lui, piccolo uomo ignorante dell’astuzia del mondo, in una città che aveva sottomesso tutti i popoli allora conosciuti? Come inserirsi in un discorso così avulso dal concetto del vero Dio rivelato al suo popolo?

Eppure la Parola di Dio non fallisce mai, Dio sa quello che dice e sa come realizzerà i suoi progetti con gli strumenti inadeguati che sceglie. Anzi, sembra proprio preferire i più inadeguati. Cosa vede Dio quando fa una scelta? Sicuramente quello che la persona può divenire sotto l’azione potente del suo Spirito.

E Pietro diventerà un vero Pastore d’anime, un vero Pescatore di uomini, un vero Pontefice della Chiesa di Gesù. E per giunta solo, senza il supporto degli altri Apostoli, anche loro spinti nel mondo dall’onda crudele della persecuzione ma portati dallo Spirito proprio dove lo Spirito li aveva chiamati.

Dio agisce così nella Chiesa di allora e di ora. La Chiesa è sempre stata sballottolata dalle onde di un mare in tempesta: i sapienti del mondo vogliono insegnare a Dio, i gaudenti vogliono interpretare a loro favore la Parola che è spada a due tagli e non può essere corrotta o adattata, la scienza pensa di non aver bisogno di Dio

Eppure nulla sfugge al suo comando, nulla avviene che Lui non voglia o non permetta e d’altra parte la superbia umana viene umiliata tutti i giorni da sorella morte, che arriva quando vuole il Creatore e interrompe tutti i progetti umani. E’ stoltezza voler pensare di poter ignorare Dio e non adeguarsi al Suo volere.

 

Dio sceglie Madre Speranza

Dio non è un prepotente che impone il suo volere, Dio è l’Onnipotente che lavora i cuori docili e li rende adeguati alla missione a cui li chiama. Come ha fatto con Pietro, così ha fatto con Madre Speranza, umile figlia di braccianti agricoli, che non potevano darle neanche il minimo dell’istruzione, eppure con il poco che ha ricevuto dagli uomini Dio ha fatto di Lei la pietra angolare di una Famiglia religiosa nella Sua Chiesa, che non aveva bisogno di una Congregazione in più ma aveva bisogno di quella Famiglia che aveva come carisma il Suo Amore Misericordioso, proprio in questi tempi difficili e di lotta per la Chiesa.

Sembra strano che proprio mentre il mondo superbo si allontana da Dio, Lui pensa di donare alla Chiesa una Famiglia religiosa che esprima il Suo Amore Misericordioso, cioè un amore viscerale come quello della mamma per il suo bambino, un amore che non si arrende di fronte all’insubordinazione del figlio ma più lui si allontana dai desideri materni, più Dio dilata il cuore per non lasciarselo sfuggire.

L’uomo moderno non capisce l’amore di Dio, non vuol capire che senza di Dio non può fare nulla, perché i legami della vita e della morte sono nelle Sue mani creatrici di ogni bellezza e allora pensa di crearsi un paradiso artificiale che nasce e muore sulla terra ma non ha respiro di speranza proprio perché ateo. Se Dio non c’è non posso aspettarmi nulla dopo la morte se non l’ignoto; e quindi l’ansia si affaccia alla porta del cuore e lo getta nella disperazione. Con la sua presunzione di sufficienza, l’uomo moderno immagina una vita che termina con la morte e infrange tutti i sogni di gloria. Crede di essersi liberato, ma da cosa? Si è affossato nelle sabbie mobili della disperazione.

Proprio a quest’uomo disperato Dio rivela il Suo Cuore che perdona, dimentica e non tiene il conto di quante volte ha già perdonato, un Dio che considera grande peccato solo la sfiducia di essere perdonato per i tanti peccati. Ecco come Isaia descrive il Cuore di Dio:

Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni

dalla mia vista. Cessate di fare il male,

imparate a fare il bene, ricercate la giustizia,

soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano,

difendete la causa della vedova».

Su, venite e discutiamo» dice il Signore.

«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. (Is 1:16-19)

Dio sceglie te

            Nei tempi recenti, che si chiamano ancora ieri, oggi, domani, Dio continua a scegliere e ad inviare. Lui ha ancora compassione di questo popolo che vaga come un gregge senza pastore e rischia di perdersi nei meandri del peccato; e chi manda? Manda me, manda te, manda noi che siamo povera gente confusa e timorosa, e con pazienza divina ci insegna che nella vita l’unica cosa saggia da fare è arrendersi a Dio e dirgli che gli vogliamo bene, che siamo suoi, che solo Lui ci ama davvero e non ci lascia mai soli.

            E dove ci manda? Ci manda al ragazzo in lotta con le tentazioni, al giovane  che  cerca  la felicità fuori della casa del Padre. Ci manda dalla ragazza che crede di aver trovato l’amore e non si accorge che ha trovato solo un usurpatore di purezza, un infangatore di anime; ci manda all’uomo che ha sempre detto di amare i suoi figli ed ora, per un losco ritorno di libidine, ha tolto a bimbi innocenti niente meno che la mamma; ci manda dalla donna che tradisce la loro innocenza ed ha il coraggio di non tornare in casa dai suoi bambini, per andare ad imbrattarsi anima e corpo nelle discariche del mondo. Ci manda a chi ha perso la sua dignità materna, la sacralità dei suoi abbracci ed ora i figli la guardano sgomenti, perché la vedono deformata nel volto artefatto dal trucco, nello sguardo sfuggente che non incrocia più i loro occhi per confortarli e confermarli nella consapevolezza che nulla accadrà loro di male perché lei sarà sempre accanto a loro!

            Poveri bambini ma anche povera mamma e povero papà! Che ne è dell’alveo d’amore che avevano formato con tanta speranza dopo il loro matrimonio? …

            Oh, non dovremo fare chilometri per trovare le pecore perdute a cui ci manda, le troviamo in casa nostra, nella scuola, nella famiglia, nella Chiesa, nella nostra città … Le potremo riconoscere, perché vanno a testa bassa e non incrociano lo sguardo con nessuno, non ne hanno il coraggio. Sono ben vestite, quasi ringiovanite anche nel fisico, ma la loro anima soffre, piange la giovinezza perduta, piangono la vita della sposa gioiosa tra i figli, che hanno abbandonato per una chimera.

A questi infedeli il Signore ci manda nel terzo millennio, quando la fede avrebbe dovuto crescere con il progresso scientifico ma così non è stato, perché “i figli delle tenebre sono più attivi dei figli della luce”. Pure questa è parola di Dio che ci richiama al nostro impegno generoso verso Gesù che ha dato se stesso per noi ed ora ci chiama alla sua sequela.

Ecco, la Parola di Dio continua a parlare e ad interpellarci anche se sono passati millenni, Nulla cambia di ciò che è divino, siamo noi che dobbiamo adeguarci alla Parola, dobbiamo accoglierla, farla nostra e impegnarci a testimoniarla.

Il tempo ha lavorato: le comunità a cui S. Pietro ha indirizzato la sua lettera hanno cambiato nome, molti infedeli sono stati convertiti alla Verità, ma nuove forme di idolatrie si sono fatte strada e a questi nuovi infedeli siamo mandati noi che, anche se piccoli ed inadeguati come Pietro, come Madre Speranza, se ci lasciamo lavorare dalla grazia, possiamo divenire collaboratori nel Piano di salvezza di Gesù. Buon cammino.

 

QUESTIONARIO PER LA RIFLESSIONE PERSONALE

 

  1. Vivi questo momento di riflessione alla scuola di S. Pietro con il vero desiderio di rivisitare la tua anima alla luce di Dio?
  2. Sei disposto a non chiudere gli occhi per non vedere, ma ad aprirli bene per valutare la vera situazione in cui ti trovi?
  3. Pietro si rivolge agli “eletti”. Ti stupisci di essere stato scelto per conoscere la Parola di Dio e per ricevere la grazia della salvezza, mentre tanti fratelli che restano nell’ignoranza?
  4. Sai che a chi più è stato dato, più sarà chiesto; vuoi impegnarti a vivere come “sale della terra”, come “luce del mondo”?
  5. Lodi e benedici Dio ogni giorno per il dono della salvezza? Lo lodi con la bocca, lo testimoni vivendo da risorto?
  6. Vuoi deciderti per la santità, ubbidendo a Dio Padre che ti vuole santo come Lui è santo?
  7. Capisci che la tua vita ha un valore preziosissimo, vale la vita stessa di Gesù e perciò non va sciupata nelle vanità del mondo?
  8. Vuoi impegnarti a collaborare con Gesù al suo progetto di salvezza?
  9. Senti dentro di te lo zelo santo perché i tuoi fratelli e sorelle escano dalla situazione di peccato e si decidano per Dio?
  10. Scrivi un atto di impegno per dire sì alla chiamata di Dio e invoca lo Spirito per essere fedele.

 

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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2021
 
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