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MARZO 2013

     

“Il sentimento di appartenenza religiosa” (Barbara Battaglia)

 

Il pluralismo religioso sembra non attecchire in Italia dove la presenza cattolica è radicata da anni e difficilmente può essere eliminata da correnti secolarizzatrici, movimenti occasionali, spinte improvvisate.

La storia ci dice che la Chiesa di Roma ha dominato la scena non lasciando spazio ad altre possibilità, e non perché questa fosse comparsa per prima sulla penisola. Si rintraccia infatti la presenza del paganesimo e dell’ebraismo già prima della religione cattolica. Non mancavano nemmeno altri culti a contribuire al politeismo dell’epoca classica romana, influssi indoeuropei e greci o altre religioni praticabili.

Gli antichi romani sapevano bene che la religione cattolica era superiore a qualsiasi altra, perché eretta sulla preghiera e sulla devozione. Il cristianesimo predomina da Costantino in poi, scismi ed eresie non corrodono la Chiesa di Roma che rimane un efficiente istituzione e un importante riferimento valoriale. Con Gregorio Magno si realizza il passaggio quasi completo al cristianesimo e con il Papa Bonifacio VIII, in seguito all’istituzione dell’Anno Santo (1300) si ribadisce il peso della chiesa cattolica in grado di superare anche la riforma protestante senza impedirne l’ingresso di alcune correnti in Italia. È con l’avvento della secolarizzazione all’inizio del XIX secolo che il cattolicesimo registra il passo, in seguito si chiude al nuovo stato unitario per poi riprendere il cammino verso un’apertura.

Sono questi i presupposti storici che non lasciano intravedere una soluzione facile per il pluralismo religioso in Italia. La presenza del sempre più dirompente Islam o di geoviti non intacca il cattolicesimo così forte e radicato in Italia. Queste confessioni ed altre forme istituzionalizzate e non, non riescono ad avere presa in un contesto reso già ricco dall’evangelizzazione cristiana.

Negli anni si è registrato un generale indebolimento delle appartenenze formali giovanili e anche il rapporto con le chiese è apparso in crisi. La caduta della fiducia nelle figure religiose, l’atteggiamento per il quale la chiesa non dovrebbe condizionare le leggi dello stato, il ruolo della chiesa e il modello di insegnamento, sono dati che pongono l’individuo, soprattutto il giovane, davanti ad una serie di interrogativi, dati che indicano una certa tensione spirituale ma che non riesce questa, a trovare una risposta attraverso le forme tradizionali di partecipazione religiosa e di riferimento fiduciario alle figure religiose.

Non si può non fare riferimento a quel processo di secolarizzazione che ha interessato le moderni società d’Europa che hanno registrato la crescita del numero degli abbandoni da parte degli individui e che ha portato molti esponenti della Chiesa a chiedersi se il contenuto dell’esperienza religiosa fosse adeguato per i nostri giovani o impoverito e se questi abbandoni rappresentassero il campanello d’allarme della fine del messaggio religioso in seno alle società.

Nonostante il rallentamento e in alcuni casi il ridimensionamento che ha investito la partecipazione religiosa, soprattutto da parte dei giovani, è sotto gli occhi di tutti che la religione in special modo nel caso italiano è ben lungi dall’essere morta. Certo se guardiamo alla pratica religiosa l’elemento generazionale è significativo, essa è meno diffusa nei giovani proprio perché figli di una cultura imbevuta di spinte individualizzanti e di pluralizzazione di proposte religiose e stili di vita. Ma il venir meno della speranza tecnologica e della fiducia nei progressi futuri per lo sviluppo dei singoli e della collettività, ha riportato l’attenzione sulla vera interpretazione dell’esistenza umana.

Si parte nuovamente alla ricerca di senso e significato ed è proprio qui che la dimensione religiosa viene recuperata.

Smentiamo dunque i luoghi comuni: nonostante il processo di modernizzazione e secolarizzazione, la percentuale dei giovani che credono in Dio risulta alta.

Tra i giovani emerge un senso di religiosità diffusa. I giovani sperimentano un contatto personale, intimo con la fede, nei turbamenti che attraversano anni così delicati della loro esistenza, non hanno timore di rivolgersi a Qualcosa di estraneo al loro mondo materiale, non hanno paura di rivolgersi a Dio. L’uomo che non conosce Dio, l’uomo che dimentica Dio, l’uomo che non ama Dio, è senza speranza e diventa incapace di amare il suo simile.

Per questo ragazzi, fratelli, tutti, è urgente testimoniare la presenza di Dio affinché ognuno possa sperimentarla: è in gioco la salvezza dell’umanità e la salvezza di ciascuno di noi.

Dio è Amore, lasciamoci amare da Lui, testimoniamo al mondo la gioia di aver incontrato Cristo e di aver trovato in Lui la roccia su cui costruire la propria esistenza.

Coraggio giovani, coraggio tutti, affidiamoci a Dio nella preghiera e chiediamoGli di renderci suoi strumenti, farci segni del Suo amore per raggiungere i cuori più distanti, condividere la bellezza di questo Incontro e la gioia che nasce da questa Amicizia.

Chi si avvicina a Cristo non può più fare a meno di Lui…

 

Terrasanta e Sinai

26 giugno – 03 luglio 2013

 

1° Giorno:                   ROMA – NAZARET

Riunione dei Signori Partecipanti a Roma ed imbarco sul volo per Tel Aviv (snack a bordo). All’arrivo incontro con la guida e trasferimento a Nazaret lungo l’antica Via Maris. Sistemazione  in albergo, cena e pernottamento.

 

2° Giorno:                   NAZARET

Pensione completa. In mattinata visita ai santuari del lago di Tiberiade: Santa Messa sul Monte delle Beatitudini, luogo della Moltiplicazione dei Pani e  dei Pesci, Primato di San Pietro, Sinagoga di Cafarnao e resti della Casa di San Pietro. Nel pomeriggio Nazareth: Basilica dell’Annunciazione, Chiesa di San Giuseppe e Fontana della Vergine.

 

3° Giorno:                   NAZARET – BETLEMME

Pensione completa. Salita in taxi al Monte Tabor e partenza per Gerico lungo la Valle del Giordano. Visita a Qumran delle rovine degli Esseni e pranzo. Salita a Gerusalemme e saluto alla Città Santa. Sistemazione in albergo a Betlemme, cena e pernottamento.

 

4° Giorno:                   BETLEMME

Pensione completa. In mattinata partenza per Ein Karem, Santuario della Natività e della Visitazione. Continuazione per Betlemme, Campo dei Pastori, Basilica e Grotta della Natività. Pomeriggio Santuari del Monte degli Ulivi e panorama su Gerusalemme, Pater Noster, Dominus Flevit, Getsemani  l‘orto degli Ulivi e la Basilica dell’Agonia. Ultima visita della giornata alla Tomba della Madonna. Rientro a Betlemme, cena e pernottamento.

 

5° Giorno:                   BETLEMME

Pensione completa. In mattinata Quartiere Ebraico, Muro del Pianto Spianata del Tempio, Chiesa di Sant’Anna, Piscina Probatica. Nel pomeriggio Via Crucis attraverso le vie di Gerusalemme con termine alla Basilica del Santo Sepolcro. Celebrazione eucaristica. Rientro a Betlemme, cena e pernottamento.

 

6° Giorno:                   BETLEMME – SINAI

Pensione completa. In mattinata partenza attraverso il deserto del Neghev e passaggio della frontiera con l’Egitto a Taba. Continuazione per il Monte Sinai. Nel pomeriggio arrivo a Santa Caterina. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento.

 

7° Giorno: SANTA CATERINA - ARAD

Pensione completa. Salita facoltativa a piedi sul punto più alto del Monte Sinai. Visita al Monastero di Santa Caterina ed al termine partenza per il rientro via Taba in Israele costeggiando il Mar Rosso. Dopo le formalità di frontiera continuazione per Arad. Cena e pernottamento.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2019
 
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