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NOVEMBRE 2012

     

Nichilismo Barbara Battaglia

 

GIOVANI1            “Nichilismo: manca il fine, manca la risposta al perché.

            Che cosa significa nichilismo? – che i valori supremi perdono ogni valore”. F. Nietzsche.

 

            Nichilismo o crisi di valori? È questo “il più inquietante di tutti gli ospiti” come lo stesso filosofo Nietzsche lo definisce, quel sentimento in cui riconosciamo la cadenza del nostro attuale pensare e disorientato sentire?

            È il nichilismo ad abitare la coscienza dei giovani nella continua ricerca di senso? Il nichilismo è un’antica figura ed è proprio intorno all’essere e al nulla che la filosofia apre il suo scenario e per l’intero arco della storia della filosofia, “l’ospite inquietante” ha fatto sentire la sua presenza ma solo oggi nel nostro tempo questa è divenuta spaesamento.

            Oggi i riferimenti tradizionali, i miti, gli dei, le trascendenze, i valori, sono stati erosi dal disincanto del mondo.

            Nel mondo governato dalla scienza e dalla tecnica, l’efficacia degli imperativi morali sembra perduta, la dimensione tecnico-scientifica si propone risultati da raggiungere non un fine da realizzare, abolendo ogni ricerca di senso che per l’uomo occidentale cresciuto nella “cultura del senso” è fondamentale.

            Il nichilismo denunciato da Nietzsche non è un evento casuale, un fatto che poteva non accadere, è il processo della storia dell’Occidente. Per Nietzsche l’epoca finisce quando non crede più in ciò che l’ha promossa e per secoli animata.

            “L’uomo moderno crede sperimentalmente ora a questo ora a quel valore, per poi lasciarlo cadere. Il circolo dei valori superati e lasciati cadere è sempre più vasto. Si avverte sempre più il vuoto e la povertà di valore.

            Il movimento è inarrestabile, sebbene si sia tentato in grande stile di rallentarlo. Alla fine l’uomo osa una critica dei valori in generale; ne riconosce l’origine, conosce abbastanza per non credere più in nessun valore; ecco il phatos, il nuovo brivido.

            Ma si può parlare di nichilismo o è accaduto dell’altro?

            Il senso comune e molti intellettuali concordano nel cogliere una discontinuità fra passato e presente, tra società industriale e quella post-industriale. In quest’ultima, secondo la letteratura sociologica, si sarebbe concluso un processo di sradicamento sociale e di declino delle forme comunitarie. L’onnipresente razionalizzazione tecnica e l’enfasi sul consumo, avrebbero reso il processo di socializzazione delle giovani generazioni sviluppati dalla famiglia e dalla scuola, sempre meno efficaci. I ruoli formali della vita pubblica sarebbero diventati sempre meno dipendenti da una regolamentazione morale. In un ordine sociale così costituito che non dipende più dal consenso morale, diminuisce il senso di responsabilità individuale e il senso di colpa. Viene dunque ad indebolirsi la comunità, il senso d’obbligo morale e prende il sopravvento la morale cosiddetta “minima”. 

            Le ricerche sociologiche rivelano il passaggio da valori materialisti, legati alla sicurezza economica e fisica, a valori post-materialisti, basati sull’autorealizzazione, sulla qualità dei rapporti interpersonali, sulla libertà di scelta e sull’autonomia.

            Si è più tolleranti nei riguardi delle differenze morali e non perché è in perdita il senso del valore ma perché la tolleranza è considerata un valore centrale nella vita sociale, ognuno può decidere liberamente a quale valore aderire. Si assiste dunque non all’eclissi della morale piuttosto ad un cambiamento dei valori dovuto all’aumento del pluralismo culturale dal quale scaturisce un “politeismo dei valori”.

            Maggior pluralismo e crescita dell’auto-espressività nel processo di individualizzazione giovanile se da un lato ha portato al taglio dei riferimenti religiosi ancorati al passato, dall’altro ha incrementato la domanda di una nuova forma di sentimento religioso.

            All’interno di una società pluralista, la fede assume i connotati di una ricerca eminentemente individuale; i giovani prendono consapevolezza dell’importanza insostituibile della propria coscienza, l’unica capace di affrontare la complessità sociale circostante; non sono una tabula rasa senza valori, ma in essi sono presenti principi etici che costituiscono il loro set valoriale.

            Nel mondo globalizzato crollano le grandi ideologie politiche e religiose in grado di offrire risposte e interpretazioni per ogni aspetto della vita privata e pubblica, in grado di fornire rassicurazioni e stabilità. Questo ha prodotto incertezza e disorientamento nei giovani alla ricerca di senso e della verità.

            I giovani si perdono nella folla degli “ismi” di moda. L’insegnamento filosofico delle nostre scuole ne è la causa nella maggior parte dei casi. Un tale insegnamento ci fornisce, infatti, strumenti atti alla ricerca, che si rivelano però inefficaci. Esso ci insegna a porci infinite domande, al punto che finisce per porre tutto in dubbio, compresi i valori più antichi che pure sembravano immutabili. Si arriva al punto di porci talmente tante domande, che ci si dimentica della ragione che le aveva generate e del fine stesso della nostra indagine.

            L’insegnamento dei maestri d’oggi semina il dubbio nei nostri cuori al punto che ne dimentichiamo la verità. Limitando il nostro sguardo alla terra e ai suoi confini, trascuriamo il soprannaturale, giungendo anzi a negarlo. Disumanizziamo e, peggio, despiritualizziamo la vita umana.

            Il giovane oggi ha la sensazione di essere condannato a non poter soddisfare il suo desiderio di verità.  

            Coraggio ragazzi, bisogna tornare alla fonte, interrogare di nuovo il Vangelo e la tradizione della Chiesa che contengono il “deposito”della fede.

            Le domande e i dubbi non devono farci paura. Dobbiamo saper cercare la verità dove essa è stata rivelata.

            Non corriamo dietro ai falsi profeti e ai dottori della legge: solo le parole di Vita, le parole di Gesù, possono fornirci le risposte giuste.

            Ritorniamo a Gesù Cristo e al Vangelo!

 

                                                          

GIOVANI2Noi abbiamo deciso non seguire

le teorie false e ingannatrici che portano alla morte, ma di seguire la Verità luminosa,

rivelataci da Dio,

che porta alla Vita vera.

Perciò ci vediamo ogni venerdì sera

in V. Casilina 323 alle ore 19,00.

per imparare l’arte di amare alla scuola di

Gesù Amore Misericordioso.

Se vuoi puoi venire anche tu.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2019
 
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