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APRILE 2019

     

… E AMARTI ….

Caterina e Roberto

Ma cos'è l'amore? 

Nella tappa suor Rifugio parla di eros di filìa e di Caritas, tre tipi di amore che investono la vita dell'uomo. Io vorrei soffermarmi  sull'amore fisico che è quello che nella mia giovinezza mi ha provocato più ferite, quel tipo di amore che pensavo mi servisse per riempire il mio cuore, quell'amore che invece mi ha procurato tanta sofferenza sia a livello psicologico che a livello emotivo. Ho sempre investito tutta me stessa da ragazza nei miei rapporti affettivi. Ho avuto due storie importanti, rapporti durati anni ma basati su incertezze e senza progettualità. Mi sono consumata ricercando l'amore ma non trovavo risposta in nessuno; anche quando tutto sembrava perfetto nella mia vita io ero costantemente triste, insoddisfatta, vuota, non vivevo stabilità affettiva, ero altalenante nelle mie emozioni, completamente senza nessun equilibrio.

Fortunatamente nell'oblio il Signore si è lasciato incontrare, non ha esitato ad usare misericordia con questa sua creatura e si è lasciato conoscere nel momento più buio della mia vita, in una circostanza particolare attraverso la Parola che, come una spada tagliente, ha penetrato tutto il mio essere investendomi di amore, di luce, di pace e di gioia. 

"E volgendosi verso la donna disse a Simone :" Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugato con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico:sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco. Poi disse a lei :"I tuoi peccati sono perdonati".       (Lc 7)

Questa è la Parola di Dio che fu una folgore per me. 

Una grazia speciale sicuramente mi aveva raggiunta. La mia spinta ed il mio coraggio di ritornare al Signore con tutto il cuore, di non abbandonare mai più quell'abbraccio misericordioso che solo il Cristo può donare, mi fece completamente cambiare vita.

Ma come dice Suor Rifugio, sono serviti tutti questi anni di ricostruzione, di cammino per trovare un certo equilibrio psico-affettivo e nonostante tutto ancora porto i segni e le problematiche riguardanti la mia sessualità. Quando ho incontrato Gesù per la prima volta mi sono sentita davvero amata: per la prima volta qualcuno non voleva nulla in cambio, un amore puro e disinteressato che solo un Uomo Dio poteva donarmi.

Sono 21 anni che Roberto ed io siamo sposati. Un matrimonio che ha vissuto tanti momenti difficili. Un matrimonio che si è realizzato perché lo abbiamo fondato sulla roccia e sulle promesse che Dio ci ha fatto. Un matrimonio che umanamente non aveva nessuna condizione di poter esistere perché i presupposti non vi erano, secondo la mentalità del mondo: niente lavoro, nessun conto in banca, nessuna sicurezza economica, nessuna casa...insomma una follia!!!! Ma non abbiamo mai avuto paura, avevamo compromesso Gesù nella nostra vita di cosa dovevamo temere? 

Certamente non sono mancate le prove..tanti disagi economici che sono sempre stati superati...grazie alla Divina Provvidenza. Questa esperienza ci ha reso umili perché nel bisogno abbiamo dovuto chiedere aiuto, mettendo da parte il nostro orgoglio e la nostra presunzione di volercela fare da soli. Abbiamo imparato a vivere alla giornata mettendo tutto nelle mani di Dio...così anche i nostri progetti, le preoccupazioni, i figli...tutto è nelle mani del Signore.

Non abbiamo paura del futuro, nemmeno della precarietà perché il Signore cammina con noi e gli sta a cuore la nostra storia. Provvederà come a sempre fatto ed anche se per il mondo sei considerato niente, sei messo da parte, non importa, la povertà rimarrà sempre una beatitudine da vivere per santificare questa nostra famiglia consacrata a Dio e al cuore Immacolato di Maria.

Dio è Amore...come possiamo comprendere questo divino Amore? Per accogliere questo grande mistero abbiamo bisogno di purificare il nostro cuore. Abbiamo una concezione troppo umana dell'amore...i nostri sentimenti, anche i più nobili, sono sempre mescolati con il peccato.

San Paolo scrive l'inno all'amore in I Corinzi cap. 13 e ci parla di un amore perfetto che rispecchia l'amore che Dio stesso nutre per noi.

Chi ama è paziente, dice San Paolo, ma spesso nel matrimonio la pazienza viene messa a dura prova dalla nostra incapacità di amare il coniuge per quello che è. A volte il matrimonio viene minacciato dalle nostre impazienze o dalla presunzione di volere che l'altro risponda sempre alle nostre aspettative. Signore mio, quanto abbiamo da imparare!!! Donaci la grazia di saper accogliere ed amare chi ci è vicino con la stessa tenerezza con cui tu ci ami. 

San Paolo nel suo Inno dice che l'amore non è invidioso, non si vanta e non si gonfia di orgoglio. Non cerca il proprio interesse e tutto scusa. Di fronte a questo messaggio cosi forte non posso che sentirmi piccola e fragile. Non posso che sentirmi mancante e bisognosa di tanta grazia. L'uomo vecchio è duro a morire, ma confido sempre nel Buon Dio che ogni giorno lavora nei nostri cuori; ha già smussato tante imperfezioni nella nostra vita matrimoniale e sono certa che attraverso i doni dello Spirito prima o poi si realizzerà il progetto che Dio ha su di noi. Lui ci ama, ci ha sempre amati e la sua benevolenza non è mai venuta meno nella nostra vita. Anche i momenti più bui e più tristi sono stati attraversati dalla sua misericordia, dal suo paterno amore, gratuito ed instancabile. Purtroppo i nostri legami umani sono fragili perché portano la cicatrice causata dal peccato originale. Il Signore aveva offerto ad Adamo ed Eva un dono grande: la pienezza dell'amore, ma non hanno capito, hanno trasgredito. L'uomo poteva godere del Paradiso ed invece ha scelto il peccato e la morte. 

Per fortuna Dio non ha cessato di amarci, nonostante tutto e come ci dice suor Rifugio, si è inventato il perdono e la sua generosità raggiunge il suo culmine mandando sulla terra il suo amato figlio GESÙ. Questo dono si spinge all'estremo acconsentendo che muoia sulla croce, per me, per te per l'umanità tutta. O Dio mio, com'è folle il tuo Amore!!! Potrò mai capirlo??? Come posso amare il mio coniuge come tu mi hai amato?

Vorrei che tu un giorno possa compiacerti di noi. Ti ringrazio per tutti i doni che ci fai, perché con la tua grazia riusciamo ad essere fedeli a questo prezioso sacramento che ci unisce a Te...riconosciamo che il matrimonio è un cammino in continua crescita e che non ci mancherà mai la Tua grazia, supereremo i nostri egoismi e corrisponderemo alle grazie che ci concederai donandoci generosamente affetto e quella tenerezza necessaria per farci crescere nell'amore

Nella nostra vita abbiamo vissuto anche le esperienze delle morti premature. Mio cognato, poco più che cinquantenne lascia mia sorella Francesca con quattro figli nell'età adolescenziale. Mio nipote, 29 anni in un momento di delirio causato da una eccessiva dose di cocaina, si spara alla testa nel febbraio 2012. Sono stati momenti piuttosto dolorosi per la famiglia. Ma il Signore che non fa mai mancare la sua grazia, ti prepara sempre a questi eventi. Ricordo che quando morì mio nipote io stavo andando a lavorare e decisi di percorrere la Via Casilina piuttosto che la solita strada che ogni fine settimana facevo. Quando ho ricevuto la telefonata, mi trovavo nei pressi della Comunità e Suor Rifugio era li, come se mi aspettasse. Non mi sono fatta prendere dalla disperazione anzi, con Rifugio in quel momento ci siamo messe a pregare mettendo l’anima di mio nipote in tutti i calici che si stavano offrendo in quel momento in tutto il mondo, perché il Sangue di Cristo lo purificasse. Ricordo che mi raggiunse una pace indescrivibile, una grande consolazione ma soprattutto si era accesa in me la speranza della Vita Eterna per questo figlio che comunque si era ucciso.

Come potrò mai ringraziarti Signore per tutti i tuoi benefici? 

Lo scorso anno ho accompagnato anche il mio papà nel suo percorso di sofferenza prima di ritornare alla casa del Padre. Anche questa esperienza l'ho vissuta in Dio, cercando di non far mancare i sacramenti al mio papà che è morto il 6 maggio dopo aver ricevuto l'unzione degli infermi. Ora, quando alzo lo sguardo al cielo, li vedo tutti li, felici...immersi nell'amore di Dio e spero un giorno di poterli incontrare tutti in Paradiso

 

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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2021
 
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