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IL NOSTRO LOGO - ALAM

GENNAIO 2003

     

'IXOYE! 'IXOYE! Dada Battaglia
La ricerca nel logo del mio immaginario continua e guardo ancora al mio logo con grande curiosità.
La Croce del Risorto si erge salda ed è luce confortante e irradiante, che attraversa la nostra vita e ci guida nel cammino verso una terra nuova, oltre le acque della morte; essa si alimenta del dolore di Dio e ne assume tutta l'energia, per diffonderla sul mondo intero.
A noi naviganti tocca veleggiare con fiducia, speranza e comunione di intenti, mentre il nostro pellegrinare in questo mare vuole il conforto della presenza reale ed insieme misteriosa di Dio, nostro Signore, e si nutre della Sua Parola.
Sulla barca, alla luce di Dio, ci sarà accoglienza fraterna e caritatevole, che ci farà sentire veramente membra e corpo di Cristo, con sentimenti di conversione continua e di reciproca carità. In questo navigare vedo la Chiesa pellegrina, il popolo di Dio che va verso il nuovo Tempio, seguendo le orme di Gesù; ci vedo un esodo con a capo il Cristo, nuovo Mosè.
La commozione è profonda: si arriva, oltre il tempo e lo spazio, nella Gerusalemme Celeste.
Cari fratelli, teniamoci stretti: si sta per salpare.
Dal mare sono saltata sull'onda che mi ha spinto dentro la barca e guardo in alto. Qualche movimento ondulatorio mi fa aggrappare all'albero e subito ne sono confortata. Ormai non temo più di cadere ed i miei piedi stanno ben saldi.
Un rumore mi fa guardare la vela: è lei che risuona, vibrando all'azione del vento. Risuona ma può tacere. Essa è collocata tra cielo e terra; traspare, lasciandosi attraversare dai colori, ma anche dalla luce e dal calore; è fragile e superba insieme; può essere impermeabile all'acqua ed al vento e brillare di fine seta impalpabile. Che fascino questa vela! Appare fragile ed è tenace; non la si può ignorare mai: c'è.
Mi sento audace in questa atmosfera rarefatta, i rumori e le preoccupazioni materiali mi appaiono lontani; guardo il sole e non mi fanno male gli occhi.
Mi accorgo finalmente che la Croce è diventata per me sorgente di vita, albero seminato da Dio a sostegno della mia coscienza; che la vela è parte di me e che il Sole non mi abbaglia, ma dall'alto guarda e protegge, riscalda e ristora la mia anima ancora un po' smarrita.
Mi sento partecipe della vita, morte e risurrezione di Gesù! La linfa dell'albero è il mio alimento e così cresco nell'Amore di Dio.
Dio è il nostro Sole; a Lui ci porta chi ci nutre e ci ha redento; chi attraversa terra, acqua, tomba, barca, vela, aria e culmina nel Sole per tornare a "dare" con la potenza dello Spirito.
Cari compagni di viaggio, abbiamo una missione da compiere ed il respiro dello Spirito è il nostro ossigeno e la nostra forza. Dio ci chiama!
'IXOYE! 'IXOYE! (1) è un grido che arriva dal mare. Sempre aggrappata all'albero, tendo una mano ed aiuto a salire: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore è l'immagine che si rivela sul viso di chi mi chiede aiuto. Coraggio, sali anche tu! (segue al numero prossimo)

(1) "Il pesce appare come simbolo dei cristiani fin dalle origini. I padri latini ne spiegano l'uso collegandolo con il termine greco che lo designa, ICHTHYS ('IXOYE), le cui lettere corrispondono alle iniziali dell'espressione Jesous Christos Theou (H9yios Soter (Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore)" Da "I simboli nella storia dell'uomo" ed. Joca Book Natale Spineto

ELEVAZIONE

In alto, sugli stagni, sulle valli,
sopra i boschi, oltre i monti, sulle nubi
e sui mari, oltre il sole e oltre l'etere,
al di là dei confini delle sfere
stellate, tu, mio spirito, ti muovi
agilmente: dividi la profonda
immensità, come un buon nuotatore
che gode in mezzo alle onde, gaiamente,
con virile indicibile piacere.
Fuggi lontano da questi miasmi
ammorbanti, e nell'aria superiore
vola a purificarti e bevi come
un liquido divino e puro il fuoco
che colma, chiaro, le regioni limpide.
Fortunato colui che può con ala
vigorosa slanciarsi verso campi
sereni e luminosi, abbandonando
i vasti affanni ed i dolori, peso
gravante sopra la nebbiosa vita;
colui che lascia andare i suoi pensieri
come le lodolette verso i cieli,
nel mattino; colui che sulla vita
plana e, sicuro, intende la segreta
lingua dei fiori e delle cose mute.

Charles Baudelaire da "I fiori del male"
Ed. Universale Economica Feltrinelli. I classici


-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-*-

Anima mia
Cuore mio, non dire: se tu corri, essi volano;
"Sono troppo povero", se porgi la mano,
donati coraggiosamente. Essi ti aiutano e ti sostengono;
Non dire: "Sono troppo debole", se ti prendi cura di loro,
lanciati in avanti. Essi ti amano.
Non dire: "Sono troppo piccolo",
erigiti in tutta la tua splendente statura. Anima mia,
prega per tutte le anime
Anima mia, che ti circondano,
se il fardello è troppo grande, prega per loro e in nome loro,
pensa agli altri; rischia la tua vita e mangia la tua morte,
se tu rallenti, essi si fermano; essi vivranno e tu rivivrai!
se tu ti siedi, essi si coricano; P. Monier
se tu dubiti, essi disperano;
se tu critichi, essi demoliscono.
Ma….
Anima mia,
se tu cammini, essi corrono;

 

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Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2018
 
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