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IL NOSTRO LOGO - ALAM

MAGGIO 2003

     

LA LUCE Dada Battaglia
Forse continuando a parlare del nostro logo, siamo arrivati a sentirlo più intimo e dunque a stabilire con esso quella familiarità, che ci aiuta ad esaltare il nostro senso di appartenenza. Noi LAM siamo infatti una famiglia di persone che vogliono amare e conoscere meglio Dio, percorrendo un cammino di fede impegnativo.
In questa rubrica si è parlato di Eternità, di fede, speranza e carità; di solidarietà nella nostra navigazione controcorrente, di comunione d'intenti volta al bene ed alla condivisione con i fratelli.
Si è parlato di un Dio, Padre "solare", un Dio di Luce, che è calore e dà la vita, di un Dio epifania, ovvero della Sua apparizione quale segno sacro, rappresentato nel logo dal Sole irradiante; in Esso si intuisce la presenza di un Mondo che non è quello in cui viviamo, ma quello a cui tendiamo. Questa Luce solare, che è espressione per noi di speranza e di fiducia nella salvezza, è insieme anche rivelazione di un Dio misericordioso e buono, che assimila al destino dell'uomo per irradiare amore, vita, salvezza e felicità. E Suo Figlio Gesù, il Salvatore, si è fatto uomo: l'Uomo Dio entrato nella storia, portatore anch'Egli di quella Luce del Padre misericordioso, il quale ci rivela un comandamento, che riassume tutta la legge divina: "Amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi". "Tutto per amore", "Todo por amor" ha sintetizzato la Madre. Il Comandamento dell'amore è quello che regola la navigazione della nostra barca, come una segnaletica in mare, per proteggerci e farci evitare pericoli ed insidie.
Questa Luce, che irradia calore benefico e favorisce la dinamica dell'amore, è allo zenit, ovvero al punto più alto della verticale del nostro logo; il Crocifisso, l'Albero Maestro, culmina in questa Luce; attraversando il tempo e la storia dell'umanità, arriva e ci consegna al Sole, aprendoci la strada, attraverso il finito, all'Infinità.
Gesù, la Parola, si fa intermediario, nella nostra storia, fra l'uomo e Dio Padre, attraversa con noi la corruzione morale in questo mondo senza esserne intaccato, ma patendone tutte le conseguenze, per condividere con noi tutto.
Il Cristo si fa uomo, vittima sacrificale, per ottenere dal Padre il nostro perdono e portarci finalmente nella Luce del Dio rivelato.
La Luce perciò è l'elemento più importante del nostro logo. Solo la Luce e non le tenebre, non la notte, può rivelare tutti i colori che "guariscono" la nostra vita, simboli degli attributi divini.
Dei colori del nostro logo parlerò nel prossimo numero de "L'Incontro".

Nota: Sui colori, come linguaggio ricco di sfumature e di simbolismo, fu pubblicato un breve trattato, che è il solo esistente sullo specifico argomento del simbolismo tradizionale; si intitola: "Sui colori simbolici" di Frederic Portal (Luni Editrice).
Nel libro l'autore afferma che la lingua dei colori è intimamente unità alla religione.
"L'identicità dei simboli presuppone l'identicità delle credenze primordiali; man mano che una religione si allontana dal suo principio - si degrada e si materializza - dimentica il significato dei colori, e questa lingua misteriosa riappare, viva, quando riappare la verità religiosa…. Troviamo nella storia delle religioni tre epoche, contrassegnate da tre lingue distinte.
La Lingua divina, al principio si rivolge a tutti gli uomini e rivela loro l'esistenza di Dio; la simbolica è la lingua di tutti i popoli, come la religione è proprietà di ogni famiglia; il sacerdozio non esiste ancora; ogni padre di famiglia è re e pontefice.
La lingua sacra prende origine nei santuari, essa dà le regole tanto per la simbolica dell'architettura, della statuaria e della pittura quanto per le cerimonie del culto e i paramenti dei sacerdoti: questa prima materializzazione, imprigiona la lingua divina sotto veli impenetrabili.
Allora la lingua profana, espressione materiale dei simboli, è il cibo da bestie gettato alle nazioni abbandonate all'idolatria.
Dio parla dapprima agli uomini la lingua celeste contenuta nella Bibbia e nei più antichi codici religiosi dell'Oriente; ben presto i figli di Adamo dimenticano questa eredità, e Dio ripete la parola sotto i simboli della lingua sacra: dà le regole per i paramenti di Aronne e dei leviti e per i riti del culto; la religione diventa esteriore, l'uomo vuol vedere, dato che non la sente più dentro di sé.
Nell'ultimo grado della corruzione l'umanità non comprende altro che la materia; allora il Verbo divino si veste di un corpo di carne per far ascoltare nella lingua profana quasi un'ultima eco della verità eterna".


IL "DONO DI NOZZE DI DIO" DA PARTE DI DIO

"La creatura che hai al fianco è mia, Io l'ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre, prima di te e più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mai vita. Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.

Quando l'hai incontrata l'hai trovata amabile e bella.
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza,
è il mio cuore che ha messo in lei tenerezza ed amore,
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità,
la sua intelligenza e tutte le qualità che hai trovato in lei.

Ma non puoi limitarti a godere del suo fascino.
Devi impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri.
Ha bisogno di serenità e di gioia, di affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento, di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani, di soddisfazioni nel lavoro e di tante altre cose.

Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.
Sono Io, e non tu, il principio, il fine, il destino di tutta la sua vita.
Aiutala ad incontrarmi nella preghiera, nella Parola,
nel perdono, nella speranza. Abbi fiducia in Me.

La ameremo insieme. Io la amo da sempre.
Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno,
da quando vi siete innamorati.

Sono Io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei.
Era il modo più bello per dirti: "Ecco, te l'affido.
Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità".

Con le parole "prometto di esserti fedele,
di amarti e rispettarti per tutta la vita" è come se mi rispondessi
che sei felice di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei,
da quel momento siamo in due ad amarla.

Anzi Io ti rendo capace di amarla "da Dio",
regalandoti un supplemento di amore
che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende simile al mio.

E' il mio dono di nozze: la grazia del sacramento del matrimonio.
Io sarò sempre con voi e farò di voi gli strumenti
Del mio cuore e della mia tenerezza:
continuerò ad amarvi attraverso i vostri gesti d'amore".


 

 

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Ultimo aggiornamento: 30 dicembre 2018
 
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