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MAGGIO 2014

     

“La paternità di Dio e la famiglia cristiana” Dada Prunotto

FAMIGLIA

            Dal libro “Il cuore di Madre Speranza” ed. Shalom, ho estrapolato e sottopongo alla vostra attenzione alcuni brani, dal cap. XII: “La paternità di Dio e la famiglia cristiana” di Mons. Charles Vella (pagg 230-237).

            …Mi è sempre piaciuta la frase di Mons. Angelo Comastri il quale con grande delicatezza, afferma che “Gesù ha nel cuore la fotografia più bella del volto del Padre: è una vera foto a colori!”. Questa foto si ritrova nella famiglia cristiana, icona della SS. Trinità e “chiesa domestica”. Nella famiglia, infatti, troviamo Dio sotto l’aspetto di Abbà – papà-mamma.

            Ricordo le parole del Papa a Rio de Janeiro (3/10/97) in occasione del II Incontro Mondiale con le Famiglie: “Nel creato si manifesta in tutto il suo splendore, il disegno originale di Dio-Padre per l’uomo; ma è in Cristo che tale disegno originale raggiunge la sua piena realizzazione. Ed è sempre in Cristo che questa prima e privilegiata espressione della società umana, che è la famiglia, trova la luce e la piena capacità di realizzazione, in conformità con i piani di amore del Padre”.

            Perciò la famiglia cristiana è l’icona e la via per comunicare, tramite una catechesi ben articolata, la verità di Dio Padre: Abbà, “Padre” di tutti noi che siamo suoi figli, e siamo stati creati a sua immagine e somiglianza.

            …Non è facile oggi comunicare, o meglio, “annunciare” la paternità di Dio, in una società in cui continuamente l’uomo riceve tanti messaggi ed immagini che non mettono Dio al centro dell’umanità. Ci sono tanti “idoli” falsi che hanno estraniato Dio dalla vita dell’uomo.

            La paternità di Dio e anche la stessa maternità di Dio, è realmente il modello insuperabile della paternità e della maternità umana. Il Dio trinitario, nella sua unità, amore e unicità, è il modello sicuramente vincente per la famiglia umana.

            La scelta di dare la vita ad un figlio può essere solo la conseguenza di un amore pieno, traboccante: il figlio è sempre il frutto di questa pienezza d’amore. Qualcosa di gratuito che si ricollega in qualche modo misterioso alla gratuità dell’atto creativo di Dio. Ciascun padre e madre, mettendo al mondo i propri figli, rendono visibile, anche, il mistero dell’incarnazione di Dio, secondo il modello della Sacra Famiglia di Nazareth. Tramite l famiglia cristiana la Chiesa professa e proclama, nella realtà quotidiana, la misericordia, l’amore e la fedeltà di Dio Padre. “Nel disegno di Dio”, ricorda il Papa alle famiglie, “il matrimonio indissolubile, è il fondamento di una famiglia sana e responsabile”.            Bisognerebbe riflettere sulla proposta del Card. Martini: “Incontriamoci nel Padre di tutti”, perché l’invocazione del Padre nostro, “sia santificato il Tuo nome” abbraccia tutti i figli e le famiglie; perché in ogni persona umana è nascosta, “in nuce”, la capacità di “auto trascendenza”, cioè di quell’istinto profondo impresso nel cuore dallo Spirito Santo che spinge ad uscire da sé per aprirsi all’accoglienza dell’Altro a cui perdutamente affidarsi”.

            Il cuore della Chiesa è aperto, come il Cuore di Gesù, a tutte le famiglie, credenti e non credenti, cristiane e non cristiane, regolari o irregolari; particolarmente è vicino a chi soffre per la divisione, per i conflitti, per la malattia, per la povertà o per la miseria.

            La Chiesa, attraverso i suoi sacerdoti, ma particolarmente attraverso “l’annuncio” e la “testimonianza” delle famiglie cristiane, deve cercare di entrare in dialogo con le famiglie in difficoltà, perché prendano coscienza che Dio è l’unico Padre di tutti. La pastorale familiare e i Consultori Familiari non devono limitarsi a sostenere le famiglie “vicine”, ma devono entrare in dialogo, attraverso le Parrocchie, con le famiglie “lontane”, anche con quelle che professano altre religioni, oggi presenti in tutte le nostre città. Con esse devono cercare di costruire un dialogo fraterno per aprirsi ad uno scambio di doni spirituali. Per realizzare ciò è necessario che le famiglie cristiane si sforzino di trovare “il modello originario nella Paternità di Dio” (Lettera alle famiglie 9), divenendo, attraverso il loro amore coniugale, icona della SS. Trinità.

            …Il volto di Dio Padre-Madre dobbiamo scoprirlo nel volto del nostro papà e della nostra mamma, creati “a immagine e somiglianza” di Dio. Allora il Padre, “che è nei cieli”, si manifesterà in ciascuna delle coppie di genitori che vivono sulla terra. “Nessuno ha mai visto dio”, afferma l’Evangelista Giovanni. Tuttavia è possibile farsi un’idea di Dio guardando il volto di un uomo e di una donna che si amano. I bambini devono incontrare il vero volto di Dio nei propri genitori; da essi i piccoli traggono la certezza che saranno sempre amati, desiderati, seguiti e sostenuti in ogni loro necessità. L’amore dei genitori s’incarna nei figli attraverso la donazione gratuita, l’esempio, la testimonianza, la trasparenza, la bontà e i sacrifici che quotidianamente, i genitori affrontano per la loro crescita. L’impegno dei genitori sarà meno faticoso se essi saranno capaci di trasformare la loro casa in “chiesa domestica” e la loro famiglia in “comunità d’amore e di fede”. Solo allora i genitori diventeranno quel modello originario in cui si manifesta concretamente la “Paternità Di Dio.

            … Purtroppo non tutti i bambini, nella società attuale, hanno la possibilità di intravvedere, nel volto del proprio papà e della propria mamma il volto di Dio Padre “ricco di misericordia”. Si tratta di famiglie lacerate dall’egoismo, dominate dalla conflittualità, dalla divisione e dalla separazione. Famiglie in cui l’Amore è il grande assente; in cui è difficile, persino, intravvedere l’Amore di Dio perché, quando il rapporto di coppia si isterilisce, viene meno la capacità di generare quell’amore autentico capace di coinvolgere i propri figli.

            … Dio sarà presente e reso visibile concretamente attraverso l’accoglienza che ogni famiglia, quotidianamente, gli riserverà. Anche i segni e i gesti d’affetto che illuminano il rapporto di coppia, rappresentano la testimonianza autentica di Dio Amore. Il perdono e i gesti concreti di riconciliazione, tra marito e moglie, tra genitori e figli, o tra figli e genitori, attingono la loro efficacia dalla misericordia di Dio.

            Tutto questo si realizza solo se la famiglia è stata costruita su fondamenta formate da principi religiosi e spirituali ben radicati. La mancanza di questi valori nelle coscienze umane fa perdere di vista il grande mistero del matrimonio cristiano e allontana la coppia da Dio. Quel Dio che mai nessuno ha visto, ma che ha lasciato ovunque dei segni di sé. Segni che conducono a Lui. Ma certamente non vi è segno di Dio più eloquente di una famiglia che rifiuta sistematicamente l’egoismo e vive nell’amore. Per questo i giovani devono essere aiutati a scegliere con consapevolezza il proprio “partner” e le coppie di fidanzati devono essere sostenute, con una preparazione adeguata al matrimonio che diventa contemporaneamente cammino di fede.

            …Il Padre nostro dovrebbe diventare la preghiera della famiglia, perchè la famiglia che prega insieme rimane insieme. Questa preghiera compendia tutto il Vangelo, ed ha il potere, se recitata con tutto il cuore, di salvarci, perché, realmente, viviamo come figli di Dio. Il Padre nostro è stata la preghiera della Madonna, degli Apostoli, di S. Francesco d’Assisi, di Sant’Ignazio di Loyola, di S. Teresa del Bambin Gesù e anche di Madre Speranza.

            Recitando il Padre nostro i figli impareranno che Dio è Padre-Abbà-Papà (Mc 14,33 e Rm 8,15) che dà il pane quotidiano alla famiglia sostenendo i genitori nel loro lavoro; che non solo annulla i nostri peccati, ma c’insegna a perdonare in ogni circostanza, coloro che riteniamo essere nostri “debitori”; e ci dà la forza di superare ogni tentazione e di vincere il male. Se preghiamo è per far nascere in noi la fiducia.

            A Collevalenza Dio Padre manifesta il suo Amore Misericordioso a tutte le famiglie, attraverso le varie iniziative realizzate nel tempo. Dall’”Incontro Coniugale” che organizzai insieme al compianto Padre Gino Capponi e ad alcune coppie, al “Consultorio Familiare, che offre “conselling” alle tante famiglie che vengono in questo Santuario per pregare o per cercare una soluzione ai loro problemi familiari.

            I servizi del Consultorio meritano di essere conosciuti da tutti i pellegrini che vengono al Santuario per trovare un sostegno nella guida della propria famiglia. Sempre più numerosi giungono qui, perché sanno di poter scoprire, attraverso l’incontro con persone esperte, professionalmente valide e di sicura fede cristiana, la manifestazione dell’Amore Misericordioso di Dio Padre.

            …E’ stato proprio attraverso una famiglia, quella Santa di Nazareth, che Dio Padre, per mezzo di Suo Figlio, ha deciso di entrare nella storia dell’uomo.

 

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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2021
 
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