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APRILE 2007

 

 

A CONFRONTO CON LA FEDE DI ABRAMO (Bruno)

 

(Quest'anno il cammino formativo degli ALAM propone l'approfondimento della Misericordia di Dio rivelata nell'Antica Alleanza. Bruno ha fatto una piccola ricerca che ci propone)

 

Vocazione di Abramo (Gen 12,1-8)

 

  Abramo è caro al giudaismo che lo definisce: “La radice”.

  E' una radice trapiantata in Ur, mirabile città imperiale nell'area sumerica, in Palestina, terra misera e sassosa.

  “Farò di te un grande popolo e ti benedirò… Allora Abramo partì come gli aveva ordinato il Signore” (Gen 12,1-4)

  Per cinque volte si usa il verbo “benedire”: il verbo della vita, della fecondità.

  Appena Dio semina la sua benedizione, c'è la vita: c'è la vita nei campi, nel gregge, nell'uomo.

  E' una benedizione spirituale, che trasforma l'uomo nella sua totalità. E' una benedizione che s'irradia: è come un alone di luce, che parte da Abramo e si avvia verso le frontiere dell'universo: “In te si diranno benedette tutte le nazioni della terra”.

  L'attenzione va fissata sul mattino di Abramo, di questa alba decisiva della sua vita. E' un po' la storia di ogni uomo, di ogni credente, essendo Abramo il nostro padre nella fede.

 

La promessa e l'alleanza (Gen 15,1-21)

 

  Ci presenta Abramo come padre di molti popoli. Egli ci insegna una fede forte in Dio, perché ha “sperato contro ogni speranza”; come afferma S. Paolo nella lettera ai Filippesi (3,17; 4,1)

   Con questa fede, se è da noi vissuta, Dio diventa nostro alleato e lo resta sempre anche quando noi stringiamo alleanze sbagliate, contrarie al suo patto d'amore. Questo patto, al momento della stipula è unilaterale, perché mentre viene siglato, Abramo dorme e Dio come fiaccola ardente mette la sua firma passando fra gli animali divisi. E proprio per questo motivo la fede è fede, solo quando si fa obbedienza a Dio. Dio promette ad Abramo una grande discendenza e conferma questa promessa nel contesto del rito dell'alleanza, che si ispira ai sacrifici degli antichi popoli. La piena adesione di fede di Abramo al suo Signore, è esemplare per noi credenti, per noi cristiani.

 

L'apparizione a Mamre (Gen 18,16-33)

 

  E' mezzogiorno. Immaginiamo Abramo seduto all'interno della sua tenda; una pista che passa abbastanza vicino all'accampamento, il gregge che pascola in una giornata di caldo infuocato.

  Egli guarda all'orizzonte un punto fisso, in silenzio.

  Per Abramo c'è una sorpresa che passa e gli accarezza non soltanto il volto ma la vita:

  “Il Signore apparve a lui alla quercia di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui… Mio Signore, se ho trovato grazia i tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo”

  E' l'atto dell'ospitalità.

  “Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi…”

  Ancora oggi si usa lo stesso rituale che il nomade compie nei confronti dell'ospite.

  Prima tutto era fermo, statico, silenzioso. Adesso tutta la tenda che sembrava morta, comincia ad animarsi: appaiono donne, servi ed è tutto un correre per onorare l'ospite, che è una delle maggiori virtù del vivere umano.

  Così, mentre Abramo stava in piedi presso di loro, sotto l'albero, quelli mangiarono”. Egli è lì, pronto ad essere il servo dell'ospite. Non è più un capo, egli è il servo… Ad un tratto si sente dire: “Dov'è tua moglie Sara?... Sara avrà un figlio…”

  Intanto Sara, che stava ad ascoltare all'interno della tenda, rise dentro di sé. “Potrò partorire, mentre sono vecchia?” E' un riso di incredulità, che diventerà poi un riso di gioia incontenibile quando, abbandonandosi con fiducia in Dio, potranno vedere la nascita del loro figlio Isacco.

  I tre personaggi non sono più tre, ora è uno solo, e quel signore con la s minuscola sta diventando sempre più il Signore con la S maiuscola. Gli angeli, i messaggeri sono un modo per esprimere il mistero di Dio in contatto con l'uomo. Alla fine è il Signore che sta parlando. Egli vede al di là della tenda, vede il mistero del futuro. Non è altro che la rielaborazione cristiana della Trinità; è ormai Dio che sta facendo la sua grande promessa, che sta facendo il suo pranzo con noi.

 

Il sacrificio di Isacco (Gen 22,1-19)

 

  Questo brano ci presenta Abramo in viaggio sullo sfondo di una giornata diversa dalla precedente. Il viaggio che Abramo intraprende comprende: un silenzio ed un urlo che è invece la parola di Dio. All'inizio e alla fine c'è: “Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: “Abramo, Abramo!” Rispose: “Eccomi”.

  Da questo momento in avanti la vita di Abramo è distrutta. Abramo non chiede nulla a Dio che si contraddice. Quel Dio che gli ha dato un figlio come segno della sua promessa ed ora vuole che glielo uccida, che uccida la sua stessa promessa, la sua parola.

  Questo racconto è il paradigma dell'esperienza di fede, profonda e totale che deve arrivare fino all'ultimo vertice in cui l'uomo non soltanto si spoglia di tutti i suoi appoggi umani, di tutte le sue logiche, ma si spoglia persino della logica di Dio.

  Dio sta educando l'uomo.

  Il filosofo danese Soren Kierkegaard nella sua opera “Timore e tremore”, nella esegesi di questo brano, in una frase essenziale dice:

  “Non era tuo figlio, il figlio della carne e del sangue doveva morire. A lui Dio aveva chiesto di rinunciare. Era invece quello che tu avevi di fronte ora, il figlio completamente dono, il figlio della promessa. Ma prima di riceverlo hai dovuto estrarre il coltello e affondarlo nella tua carne, perché a tutto dovevi rinunciare per poter tutto avere”.

 

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   VIVERE OGGI (Iolanda Lo Monte)

 

  Per vivere davvero devi vivere oggi.

  La vita è breve e passa in fretta.

  Se non vivi oggi avrai perso la giornata.

  Non intristire il tuo animo con paure e preoccupazioni.

  Per il domani

  non caricare il tuo cuore con la miseria di ieri.

  Vivere oggi.

 

 

   GENTILEZZA (Iolanda Lo Monte)

 

  Gentilezza nel parlare crea fiducia.

  Gentilezza nel pensare, crea profondità.

  Gentilezza nel donare, crea amore.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2019
 
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