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APRILE 2008

 

 

La nascita di Gesu’

Luciana e Renato

 

            La divina luce, come una dolce rugiada, illuminava la piccola stalla, il cuore di Maria ardeva già, come una fiamma d’amore per Dio e per l’umanità.

            Un sogno irreale avvolgeva di puro amore quella mistica notte, la città di Betlemme. Il piccolo Bimbo che incarnava Dio, nasceva da donna unica al mondo, riguardo alla sua purezza.

            Lo vedo piccino e lo immagino bisognoso del caldo latte verginale di sua Madre, penso anche che Dio Padre è davvero ricolmo d’amore per noi, se decide di poggiare ai piedi la sua corona di Re e avvicinarsi così tanto, con amore misericordioso, alle sue creature e scegliere come mezzo la divina incarnazione nel suo Figlio Gesù e in unità con un’angelica creatura di nome Maria, che accetta con amore il meraviglioso piano di Dio.

            In realtà la sua immacolata concezione già ci svela un mistero sublime che ci lascia “intravedere” una natura umana ma anche divina, in relazione allo stesso stato del suo Bambino Gesù. Entrambi sono stati concepiti in modo immacolato quindi velato da un unico divino mistero.

            Gesù Bambino assume la natura umana, pur rimanendo Dio, e Maria, umile creatura, si avvicina a Dio, divenendo essa stessa calice della SS. Trinità; inoltre, con l’umiltà e l’abbandono in Dio, ci dona un esempio da imitare: possiamo anche noi come Lei divenire calici e tabernacoli della divina Essenza di Dio.

            Riflettendo ancora sulla scena del Natale, immagino Gesù Bambino che dorme in una povera e squallida mangiatoia di legno, quel legno a forma di mangiatoia lo paragono al mio povero cuore, che ha l’opportunità di contenere un così prezioso dono e trasformarsi in culla per Gesù.

            Se poi penso all’adorazione dei Re Magi, la paragono all’adorazione che noi facciamo dinanzi a Gesù eucaristico e più lo adoro e più sento che Lui cresce, più sono pronta per donarlo agli altri, come oro – incenso – mirra.

            Nel presente possiamo rivivere questo evento evangelico in ogni sfumatura, anche quando lo immagino indifeso e abbandonato totalmente nelle dolci e forti braccia di Maria e Giuseppe. Coppia sacra che con il loro amore mettono il Bimbo al primo posto nella loro vita coniugale, divenendo tempio sacro e dimora prediletta del Signore! Tale realtà dona il vero senso al mio matrimonio cristiano.

            Concludendo, penso che la nascita del Bimbo è ora paragonabile alla seconda nascita spirituale di Gesù in terra, dove ogni persona che accoglie Gesù nel suo cuore, forma con Cristo un’unità d’amore forte e contagiosa verso il prossimo, che permette a Gesù di stabilire e diffondere sempre di più il suo sacro Regno nei cuori già da ora, in terra, per svelarsi poi nell’eternità.

 

Il sì incondizionato di Maria

Lucia

 

            Per donare la luce, la salvezza, la rinascita al mondo, Maria ha messo in pratica, perfettamente, tutte le virtù, dando il sì incondizionato a Dio. Questo sì è il suo atto di obbedienza. Pur sapendo che un giorno si doveva distaccare sulla terra dal suo Figlio, che sarebbe tornato dal Padre, ha accettato lo stesso di diventare madre.

            La sua umiltà è totale nonostante forse i problemi di quel momento, cioè, il fatto di non essere ancora sposata, il fatto di non stare con un uomo e pertanto essere incinta vergine, la esponeva alla lapidazione. Sicuramente anche il suo cuore aveva tanti motivi per essere preoccupata, però l’umiltà verso Dio le dava sicurezza.

            Maria è la creatura del sì perfetto. Rinunciando al piacere di vivere una normale vita coniugale con un uomo, per il suo sì totale noi abbiamo la salvezza, la guida, la felicità, il bene supremo.

            Se ognuno di noi dicesse un piccolo sì, vivremmo molto più fraternamente e serenamente sulla terra e ci avvicineremmo un po’ di più al Regno eterno.

 

Gesù è presentato al Tempio. Il momento della purificazione

Vera e Sandro

 

            Come madre sono attratta dalla lettura evangelica della presentazione al tempio, e della purificazione di Maria.

            Alla gioia di essere madre, Maria univa il dolore di sapere che quel Figlio era già destinato alla morte. Su ogni considerazione ha prevalso l’obbedienza alla volontà del Signore.

            Maria cammina fiduciosa, perché grande è la sua fede in Dio, portando il Bambino al Tempio, per l’offerta a Dio, come stabiliva la legge, e per la sua purificazione.

            Nel contemplare questa scena, rivedo me, obbediente alla volontà di Dio, anche quando questa volontà è dura da comprendere.

            Il mio primo figlio lo devo accogliere come Maria ha accolto Gesù, nella gioia della maternità e nel dolore della realtà quotidiana, che io, come madre del dolore, vivo ogni giorno, infatti i nostri figli, come comprese già Maria, non sono nostri, ma ci sono stati affidati da Dio, per un tempo stabilito.

            La purificazione per Maria e Giuseppe si può equiparare alla nostra sofferenza, che è sempre purificatoria e santificante.

            E’ grande la vera obbedienza di questi genitori. Quel Figlio, non concepito dalla coppia, richiede il loro completo abbandono alla divina volontà, anche nell’imposizione del nome, rivelato dall’angelo.

            Quella fede, che ritroviamo anche in Simeone, il quale, dopo aver offerto a Dio il Bambino Gesù, abbandona la sua anima a Dio, ringraziandolo, perché aveva veduto il Figlio di Dio.

            L’abbiamo noi questa fede totale nel Messia e l’abbandono nelle braccia del Padre alla sua volontà?

            Se noi pensiamo che Gesù è presente in mezzo a noi sempre, e ancora oggi vuole nascere in noi, ma per Lui non c’è mai posto, dobbiamo ritagliarci degli spazi per Lui.

            Come risponderemo noi alla rivelazione che Simeone fece a Maria e Giuseppe, quando disse che il mondo non lo avrebbe accolto e che il dolore avrebbe trafitto il cuore di Maria come fa una spada?

            Quel dolore è lo stesso che ogni madre di figlio disabile avverte quotidianamente, al rifiuto del figlio, all’umiliazione, alla vergogna di fronte alla non accettazione delle diversità, oggi come ieri al tempo di Gesù.

            La risposta di Maria, il suo cuore di Madre è la mia consolazione e il mio dolce rifugio; è la risposta ai nostri dolori, nel guidare i nostri figli ogni giorno al compimento del progetto di Dio, imitando Maria, che è stata fedele nell’accompagnare il Figlio fino alla morte in croce, per compiere la volontà del Padre.

            Signore, fa’ che io sia docile strumento di guida verso il progetto di Dio per i miei figli.

            Come Maria ha offerto Gesù, così io, madre, offro i miei figli alla sua volontà, fiduciosa che Lui non ci abbandonerà mai.

            In questa visione del Natale, innalzo a Dio la mia lode e, come Maria canto il mio Magnificat.

 

 

 

 

 


 
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Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2019
 
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