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DICEMBRE 2018

     

 

 

PER QUESTO DAVANTI AL COORDINATORE …

 

http://www.collevalenza.it/riviste/2015/Riv1015/Art03_01.jpg

           

E’ passato del tempo da quando ho fatto la mia promessa di adesione all’ALAM, che risale, con precisione, al 2 febbraio 2010, e posso dire che, entrando nel gruppo, mi sono sentita subito in famiglia. Presto mi sono accorta del carisma di guida di Cesare e del suo impegno a tenere unito e attivo il gruppo, Lui ha sempre incentrato il suo impegno sull’incitamento alle riunioni e alle attività di servizio, considerate momento essenziale di appartenenza e di crescita nella vita dell’associazione. Essenziale, poi, è stata ed è soprattutto la presenza di Suor Rifugio, che ci ha fatto comprendere che anche se fosse stato per una sola persona, sarebbe valsa la pena di essere rappresentante e testimone dell’Amore Misericordioso di Dio.

            Essere Laica dell’Amore Misericordioso continua ad essere per me fondamentale perché mi ha fatto capire e sperimentare cos’è veramente lo spirito di abbandono in Dio per poter accettare quelle cose che non possiamo cambiare e che rientrano invece nel progetto che Dio ha su ciascuno di noi. L’abbandono in Dio è il sentirlo al mio fianco, mi ha fatto quasi perdere di vista il pensiero del risultato dei miei impegni e mi ha fatto invece intensificare la preghiera sia personale che di gruppo con il Rosario dell’8 di ogni mese. Prego perché sento che in tali momenti il Signore mi è particolarmente vicino e per contro sento il mio cuore perdere la sua innata durezza e quasi diventare capace di un amore caritatevole che, sia ben chiaro, rimarrà imperfetto perché siamo troppo terreni, ma aspira a perfezionarsi sempre di più e chissà che, desiderandolo tanto, non mi riuscirà, un giorno, di vedere tutto con gli occhi del cuore e con quella carità a cui inneggia così bene S. Paolo; carità che purifica la nostra capacità umana di amare. Sì, perché il nostro fine, la meta del nostro cammino, è l’!AMORE,  e l’esperienza più alta dell’amore è proprio la carità che dà gioia, pace, misericordia e ci rende capaci di perfezione. La perfezione, e conseguentemente la santità, è l’obiettivo a cui dovremmo aspirare a partire dalle piccole cose e dovremmo riuscire a pensare, decidere e giudicare secondo la visione cristiana, operando perché tutto sia il più possibile gradito a Dio. A volte ci riusciamo ma molte volte no, presi dall’amore proprio. E’ importante però tenerlo sempre presente in modo che già nei pensieri si incomincia ad abituarsi ad una logica diversa da quella comune, a quella logica dell’andare con coraggio contro corrente, cosa che ci viene raccomandata da ogni Papa, quale distintivo cristiano.

            Quale Laica dell’Amore Misericordioso ho conosciuto e sperimentato l’Amore Misericordioso di Dio dopo una profonda confessione la prima volta che sono stata al Santuario di Collevalenza. In quell’occasione ho esaminato, con l’angoscia di chi è mancante, alcune mie scelte di vita e, anziché avvilita, come spesso mi ero sentita fino a quel momento, mi sono sentita avvolta da una grande compassione e tenerezza, sentimenti che mi hanno fatto sperimentare la misericordia di Dio. Da allora mi sono sentita più forte e più aperta ad infondere coraggio agli altri, a confidare in Dio che mi ama di un amore infinito e, col suo amore m’infonde la pace vera. Di conseguenza la fortezza che mi viene dal riconoscere di essere accompagnata nella mia vita dall’amore di Dio, mi porta ad avere entusiasmo negli impegni di gruppo.

            Ogni incontro di gruppo lo considero come un’occasione per far agire lo Spirito Santo. Infatti, quando ci ritroviamo insieme, noi ALAM, mi chiedo: “Cosa vorrà farmi capire il Signore in questo incontro?” e ogni volta viene fuori qualche aspetto nuovo della vita di gruppo, che  mi porta a rasserenarmi e a focalizzare su qualche mio difetto che cerco di mettere a nudo quando prima, soprattutto nella confessione, e questo penso che mi aiuti a progredire spiritualmente. E allora prego il Signore, perché mi faccia riconoscere ad uno ad uno tutti i miei difetti e le mie mancanze, in modo da cercare di porvi rimedio da parte mia con la mia forza di volontà, senza tralasciare però di chiedere al Signore di operare con la sua grazia.

            Riguardo al mio impegno quale Laica dell’Amore Misericordioso nella chiesa, ho conosciuto un periodo di stasi a causa della malattia di mio marito e adesso mi ritrovo a dovermi rimettere in discussione per altre realtà, confidando sempre nel Signore e con la consapevolezza che, se permette delle cose è alla fine solo per il bene dell’anima nostra e con la convinzione che ogni cristiano è evangelizzatore nella misura in cui ha conosciuto l’amore di Dio e nella misura in cui fa trasparire questo amore, col desiderio di raggiungere la santità alla quale siamo tutti chiamati in quanto battezzati. E noi, in quanto appartenenti all’Associazione Laici dell’Amore Misericor-dioso, dobbiamo esporci maggiormente per la diffusione del Regno di Dio, testimoniando la nostra fede soprattutto col perdono e con le opere di misericordia, in modo da far capire a chi ci circonda, come Gesù sia per ognuno “padre e tenera madre”, facendo nostre le parole di Madre Speranza della quale auspichiamo presto la canonizzazione e alla quale chiediamo di intercedere per noi presso il suo amato Gesù.

 

Mariella Santilli (Gruppo ALAM di Succivo)


http://www.collevalenza.it/riviste/2014/Riv1014/Art07_01.jpgSia fatta


la tua volontà


Anche se


mi fa soffrire,


anche se


non la capisco,


anche se non la vedo. 


 


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Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2019
 
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