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GIUGNO 2011

     

CONVEGNO ALAM 6-8 MAGGIO 2011 COLLEVALENZA

 

“IO SONO LA VITA

 

            Il  tema in argomento introdotto e sviluppato il sabato mattina dai Superiori generali della Congregazione, Madre Speranza Montecchiani e Padre Aurelio Perez, ha suggerito ricchi spunti di riflessione su Gesù che è vita.

            Conoscere e sperimentare l’Amore Misericordioso per conformarsi a Cristo e comunicarlo agli altri, hanno costituito il fondamento del messaggio della Superiora Generale. E’ necessario camminare insieme con gioia e speranza verso la realizzazione piena del progetto dell’Amore Misericordioso, riflettendo e contemplando Gesù che è venuto per avere vita in abbondanza sulla terra e far conoscere l’Amore del Padre. L’esperienza della sua Resurrezione dà gioia e  forza interiore e chi viene toccato da questo Amore, comprende le parole “Io sono la Resurrezione e la vita”. La nostra vita, perciò, deve essere in relazione profonda con la Sorgente della vita e andare verso la pienezza con la comunicazione ai fratelli per non estinguersi.

            In questo cammino, la venerabile Madre Speranza, sempre desiderosa di identificarsi con Gesù Crocefisso, diviene il nostro modello luminoso che ci guida per farci entrare in questa esperienza sconvolgente con Gesù.

            Maria Mediatrice ci accompagna amorevolmente.

 

            Dal Vangelo di Giovanni, ha detto poi Padre Aurelio, si colgono le scintille della Parola che cadono e irradiano i cuori.

            Il Vangelo di Gesù è il compimento di tutte le scritture perché coglie il senso del piano dell’Amore di Dio compiutosi nella Pasqua. Il tema della vita si presenta già dal Prologo, cap. Il versetto 4, perché esso comunica le tematiche essenziali sviluppate nel Vangelo.

 

“ In Lui era la vita,

e la vita era la luce degli uomini;

e la luce risplende nelle tenebre,

e le tenebre non l’hanno accolta”

 

            Nel cap. 3, l’incontro tra Gesù e Nicodemo, capo dei Giudei, evidenzia in questi la ricerca della luce, della verità, che,  accolte nella Rivelazione dello Spirito, offrono una vita nuova, una vita in abbondanza.

            Chiunque crede ha una vita eterna che nasce dal mistero della Croce sulla quale Cristo, figlio di Dio,  è innalzato.

            Il tema della vita ritorna anche nell’episodio della Samaritana, che Gesù non giudica e non condanna ma alla quale indica, con infinito amore misericordioso, la strada che porta a soddisfare la sete d’amore che è in lei.

            “Chi berrà l’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno; anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui fonte d’acqua zampillante in vita eterna”.

            Gesù, fonte d’amore, si fa mendicante d’amore dicendo alla donna “Dammi da bere” e promette l’acqua viva da cui scaturisce la vita vera.

            Madre Speranza rimaneva sconcertata di fronte al mistero dell’Incarnazione che porta Dio a mendicare l’amore degli uomini e solo allorquando la fede illumina la mente si ritrova la vita vera, che, diventa feconda se trasmessa agli altri.

            “Dammi da bere dell’acqua viva perché gustando di Te non abbia più sete che di Te” ripeteva la Madre.

            Nel cap. 6°Gesù afferma ancora “Io sono il pane della vita” perché occorre procurarsi non solo il cibo che perisce ma anche quello che dura per la vita eterna. Bisogna allora darsi da fare credendo in Gesù. La vita eterna la si trova nel presente alimentandosi di Lui e con questo pane vivo e con questa acqua viva, alimenti spirituali, si acquista la purificazione dai peccati.

            “Dove andremo Signore? Tu solo hai parole di vita eterna” esclama Pietro illuminato dalla verità che la vera vita proviene da Cristo.

            Nel cap. 8° l’episodio dell’adultera rivela il vento dello Spirito che perdona e non condanna: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre”. Le tenebre, infatti, vengono vinte dalla Luce misericordiosa di Cristo che si manifesta anche nel miracolo del cieco nato.

            Nel cap. 10° si coglie propriamente l’espressione della vita in abbondanza “Io sono la porta attraverso cui bisogna passare per trovare pascolo vero” e “Io sono il pastore buono, sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

            La qualità della vita si scopre in Gesù che offre la sua vita da se stesso, spontaneamente: “Nessuno ci strapperà mai dalla sua mano… chi ci separerà dall’amore di Cristo che ha dato la sua vita per noi”.

            Nel cap. 11° Gesù fa la rivelazione suprema nella resurrezione di Lazzaro: “Io sono la resurrezione e la vita e chi crede in me anche se morisse vivrà”.

            La fede conduce  alla vita eterna.

            Sono tutte auto rivelazioni di Gesù che indicano come dare la vita per i fratelli e vivere il suo amore “Amatevi come Io vi ho amato”che rientra nel disegno redentore degli uomini.

            Infine nel cap.19 versetto 30 Gesù dice “E’ compiuto” dopo aver preso l’aceto come ultimo atto estremo d’amore che trasforma in sé la vita degli uomini inacidita  dal peccato. Gesù beve l’aceto e consegna il suo spirito al Padre perché da esso nasca il suo amore.

            “Queste cose sono state scritte perché crediate e credendo abbiate la vita nel suo nome” (cap. 20.)

            Con tali chiarimenti, la tematica affrontata nel Convegno, ha spinto i partecipanti verso una più alta meditazione che ha dilatato l’intelletto e il cuore.

            Le parole dei due Superiori generali hanno catturato l’attenzione e l’amore dei laici, stimolandoli a vivere la vera vita in Cristo.

 

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Aspettando il treno (Luciana Canepa)

Ho imparato a volare con i miei pensieri,

ho saputo capire chi giudicavo ieri,

ho visto più da vicino quello che mi pareva irraggiungibile,

ho capito che se oggi piove, domani potrebbe esserci il sole,

ho dormito sul cuscino duro per molto tempo

oggi è forse troppo morbido e lento

quando sto per capirlo sto già dormendo.

Ho vissuto nell’illusione che il domani potesse essere migliore,

più tardi ho realizzato che il domani non è tuo,

te lo ritrovi come Qualcuno lo ha deciso.

 

St. Nicolas Luglio 2006 (Luciana Canepa)

            Eccomi tornata tra le tue montagne, o bellissima Valle d’Aosta. Respirare la tua salubre aria, rivedere i verdi prati dove occhieggiano fiori multicolori, sede di svolazzanti farfalle. La tua chiesa, col campanile che pare voglia toccare il cielo.

            Visitare il piccolo cimitero, dove molti volti conosciuti ti fanno ricordare che presto li raggiungerai, può sembrare triste, ma non lo è: basta alzare gli occhi verso il cielo e … l’immensità di questo, ti fa sentire quanto grande e bello sia l’universo. I rintocchi della campana addolciscono di più questa quiete, allora dici: Grazie, Signore, di tutto quello che ancora mi dai.

 

Burrasca estiva (Luciana Canepa)

Val d’Aosta. Saint Nicolas. Fossa di sopra.

Ricordare la pioggia battente

Su quel tetto chiaro e trasparente,

il fracasso dell’acqua che … dall’alta cascata,

cade schiumeggiando verso i calanchi (Stalagmite)

l’abbraccio di questi che, aspettando il sole

offrono alla natura la bellezza delle loro forme.

Tu ascolti, assorbi con la gioventù che passa,

la pace solitaria di questo miraggio

che offre al tuo orecchio

la naturale esplosione di una burrasca estiva.

 


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Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2019
 
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