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Ricettario

DICEMBRE 2007

 

 

Minestra e “pitanza” di Santa Lucia

 

            E’ un’antica ricetta a base di riso, tipica dell’agrigentino nel giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, in cui non si suole mangiare né pane né pasta per devozione alla Santa “Protettrice della vista”: l’usanza risale a una vecchia leggenda assai diffusa, secondo la quale, dopo la morte della Santa, proprio il 13 dicembre, a seguito di una terribile carestia, alcune navi sbarcarono nel porto di Siracusa un provvidenziale carico di grano, scomparendo subito dopo per incanto, miracolosamente. Questa leggenda asserisce che il grano fu semplicemente cotto e mangiato direttamente, senza molirlo, per calmare al più presto la fame: da ciò si fa derivare anche l’uso della “cuccia” (frumento cotto) diffuso in tutta la Sicilia occidentale e centrale.

            Per sostituire il pane e la pasta si mangia, oltre la “cuccia”, riso e piatti a base di legumi vari e di patate.

            Per 5 – 6 persone lessate a fuoco lento, per un’ora e mezza circa, 1 Kg di polpa magra di maiale in un paio di litri d’acqua, aggiungendo 1 cipolla, 1 sedano e sale quanto basta.

            Quando la carne è cotta, sgrassate bene il brodo, colatelo e rimettetelo in pentola, facendovi cuocere un bel cavolfiore: una volta cotto, toglietelo, e versate 250 – 300 g di riso nel brodo, aggiungendo un po’ d’acqua se questo si fosse troppo ristretto (tenete presente che deve essere non meno di mezzo litro).

            Mentre il riso cuoce, per una ventina di minuti circa, incoperchiato dopo averlo ben mescolato, tagliate la carne a fettine sottili, mettendole a strati in una teglia, alternate con pezzetti di cavolfiore conditi con olio, sale, pepe e prezzemolo tritato: passate la teglia al forno per cinque minuti circa.

            Servite insieme il riso cotto, condito con caciocavallo o pecorino fresco grattugiato, e la “pietanza” che tirerete via dal forno.

 

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Rimedi della nonna

 

L’antica tradizione dello shiatzu al servizio della bellezza e della salute.

 

            Con il polpastrello del pollice si preme perpendicolarmente alla superficie per cinque secondi nei punti indicati; l’operazione può essere ripetuta fino a tre volte al giorno.

            Anche nel viso abbiamo diversi punti importanti per mantenere giovane la pelle. Il momento migliore per il massaggio: quando vi sentirete stanchi, oppure prima di andare a riposare.

  1. Sopra l’occhio all’inizio dell’arco sopraccigliare, sotto l’osso,      premere dal basso verso l’alto.
  2. Alla fine del sopracciglio, nella fossetta che si sente tra le ossa.
  3. Sulle tempia (utile anche contro la stanchezza degli occhi).
  4. Sotto l’osso dello zigomo.
  5. Sopra il labbro, nella fossetta del naso.
  6. Seguire tutto l’osso dell’arco sopraccigliare con piccole pressioni.
  7. Leggermente sotto e dietro l’attaccatura del lobo dell’orecchio (stimola le ghiandole salivari e i muscoli facciali.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2019
 
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