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APRILE 2014

     

Dalla lettera agli Efesini (Ef 1,1-7.11-14)

            Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi che sono in Efeso, credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Si­gnore Gesù Cristo.

            Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spi­rituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e im­macolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui adottivi mediante Gesù Cristo, se­condo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia di cui ci ha gra­tificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo san­gue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia.

            In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui an­che voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso cre­duto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria.

 

COLOMBA            San Paolo nella lettera agli Efesini, si rivolge a loro chiamandoli santi e più volte in questo brano, come in tutti i suoi scritti, usa l’espressione “in Lui”, oppure “in Gesù Cristo”. San Paolo viene definito maestro di vita cristiana e devo ammettere che molte volte le sue parole, come il resto del Vangelo, fanno centro nel cuore. In questi versetti dice che Dio, essendo eterno, ci ha scelti prima della creazione del mondo, quindi ci conosce da prima che noi nascessimo, uno ad uno, avendo già il suo disegno d’amore su di noi e ci ha benedetti per essere santi e immacolati.

            Poi si è rivelato in Cristo Gesù, chiamandoci a vivere in Lui, con la sua grazia e secondo la sua volontà. Nel Battesimo abbiamo ricevuto il seme della santità, col sigillo dello Spirito Santo: è stato il nostro primo sì alla santità; abbiamo accettato ufficialmente, di fare parte del Corpo Mistico di Cristo, come sue membra, chiamati a formare, tutti insieme, un solo Corpo e un solo Spirito.

            Nel corso della vita però ci siamo allontanati da quella santità ricevuta nel Battesimo, l’abbiamo ostacolata, come dice Madre Speranza, con la superficialità, l’impulso del momento, le nostre passioni, le abitudini e il capriccio. La Madre dice che dovremmo fermarci prima di agire, a considerare se ciò che facciamo è gradito a Dio o, come ci dice Suor Rifugio, contare almeno fino a dieci prima di parlare, agire o, ancora peggio, giudicare.

            Anche se è difficile non dobbiamo arrenderci. Affidiamo questo proposito a Gesù per mano di Maria. Possiamo quindi riavvicinarci a quella santità ricevuta nel Battesimo, chiedendo a Gesù di donarci i suoi stessi sentimenti, amando il bene e desiderandolo per tutti. Sarà poi Dio, il tre volte Santo, con la sua vita dentro di noi, a renderci partecipi della Sua santità. Lui, il Santo per essenza, noi santi per partecipazione. Questa è una grande grazia offerta a tutti, di certo non per i nostri meriti né per le opere né per i nostri sforzi ma per dono gratuito, per grazia.

            Possiamo attingere alla santità per mezzo dei sacramenti, dalla fonte sicura della Parola di Dio, in particolare dall’Eucaristia; Con questi mezzi e con l’azione dello Spirito Santo troviamo quella Grazia e quella forza trasformante, che è donata a ciascuno secondo il disegno divino ed è capace di porci in modo diverso nelle relazioni con gli altri. Senza quella Grazia e quella Forza trasformante, che è donata a ciascuno secondo il disegno divino ed è capace di corredare in modo diverso le nostre vite e di metterci al servizio degli altri, io sarei davvero perduta e quella piccola fiammella accesa in me, si spegnerebbe.

            Mi affido perciò a questa fonte inesauribile, alla preghiera ed all’offerta di tutta me stessa a Gesù, che ho fatto già da molto tempo, per la Sua gloria, per il bene e la salvezza di tutte le anime, anche quelle del purgatorio. Sono sua e può disporre di me come vuole, nonostante il mio timore, le mie ansie, debolezze e fragilità, con tutti i miei peccati, le mie cadute e i miei tanti difetti. Mi sta molto a cuore che Gesù sia glorificato e che tutti si salvino, nessuno escluso, perché è Gesù che lo vuole e poi anche perché se non sono tutti salvi non sarò salva nemmeno io.

            Voglio fare mie le parole di Madre Speranza, quando disse a Gesù: “Voglio fare la tua divina volontà, costi quello che costi, voglio, Gesù mio, arrivare alla santità che ti aspetti da me, prima di tutto per farti contento e per poterti amare molto di più”.

            Teresa Ciardiello (Comunità di Succivo)

 

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In Cristo Gesù, per mezzo del Battesimo partecipiamo alla sua santità.

VESTE BIANCA

            Questo brano ci chiama alla santità; noi partecipiamo ad essa mediante il Battesimo, perché il dono della santità è offerto a tutti i battezzati.

            Io credo che il nostro compito è quello di condurre una vita da cristiani, una vita che ci conduce a Dio, perché solo con il Suo aiuto possiamo diventare santi. Grazie a Dio non saremo mai soli, ma saremo condotti per mano, se solo lo desideriamo, verso la santità.

            Camminare verso la santità è una strada lunga, piena di ostacoli e prove, ma solo con l’impegno costante, la preghiera e la carità, potremo ambire a questo grande obiettivo, quale è la santità.

            Per me se amiamo Dio e osserviamo le “Beatitudini”, potremo condurre una vita santa.

Maria Amato (comunità di Succivo)

 

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            Teniamo presente che fra le anime che desiderano avanzare nella perfezione ce ne sono alcune che si dedicano ardentemente agli esercizi di penitenza e mortificazione, altre che non si preoccupano assolutamente di mortificare i loro sensi, altre che sono sollecite sempre in cerca del contrario di quello che la natura chiede loro, frenano il proprio cuore, sono molto generose con Dio e non sanno negargli cosa alcuna, mentre altre non corrispondono che con grande stento ai movimenti della grazia e dopo vanno lamentandosi di non progredire e dubitano se sono o no chiamate a santificarsi.

            Dobbiamo avere sempre ben presente che l’amore per Dio è una grande cosa ma non arriveremo all’amore puro e affettivo se non attraverso la rinuncia di se stessi, la penitenza e la carità.  (Madre Speranza Bilancio)

 


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Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2021
 
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