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OTTOBRE 2006

     

 

IL RINNEGAMENTO DI PIETRO (Mt 26,69-75)

  “ Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire». Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell'uomo». Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all'aperto, pianse amaramente ”. (Mt 26:69-75)

  Pietro… è l'ora della prova e tu, impulsivo, generoso, affezionato al tuo Maestro, sei vinto dalla paura. Gesù ti aveva avvisato, ma tu, forte dei tuoi sentimenti, non avevi creduto di essere capace di tanto. Pietro, come mi assomigli! Anch'io tante volte mi meraviglio di ciò che fanno gli altri di sbagliato e poi, basta che cambi una circostanza della mia vita per fare ciò che ho condannato, oltrepassando la misura.

  E' una donna, Pietro, quella che ti riconosce e denuncia la tua identità e tu, che tante volte hai pensato, insieme al tuo popolo, che la donna non aveva voce attiva, era una semplice appendice a fianco all'uomo per servirlo e soddisfarlo nei suoi bisogni, ecco che tremi, balbetti, neghi con protesta…

  Quante volte questo atteggiamento si ripete a casa mia, soprattutto quando le persone che io disprezzo, dicono qualcosa che mi colpisce proprio in quella parte che io vorrei tenere nascosta a tutti, anche a me stesso e, proprio perché la vedo scoperta, mi adiro e compio gesti dei quali poi mi vergogno.

  Sono fragile e piccolo come te, Pietro. Tu hai rinnegato il tuo Maestro, io rinnego la “carne della mia carne”, il mio coniuge e tradisco i miei figli, deludendoli col mio comportamento.

  Pietro, per te cantò il gallo e ti svegliò dall'incubo che avresti preferito fosse stato un brutto sogno, e quel canto aprì la fonte delle tue lacrime, che non si asciugò fino alla tua morte in croce.

  Anch'io sento quel gallo, che vorrebbe svegliarmi dalla mia falsa tranquillità, ogni volta che il suono della campana mi richiama, ma soprattutto ogni volta che guardo gli occhi del mio coniuge e vi leggo tristezza e delusione, ogni volta che guardo gli occhi dei miei figli e vedo trasparire in essi un'anima immortale.

  Chiedi al Signore, Pietro, che il canto del gallo mi liberi anche me dall'accecamento delle passioni, affinché torni anch'io a vedere la realtà della vita nella sua bellezza, nella sua semplicità, nella sua positività e, con le lacrime del mio pentimento, asciughi quelle che ho fatto versare ai miei cari. Desidero tornare a vedere sulle loro labbra il sorriso sereno della gioia familiare.

  “Pietro, ravveduto, conferma i tuoi fratelli”. Così ti disse Gesù.

  Oggi che sei al cospetto di Dio e con Lui eserciti il potere di intercessione presso il Padre, in favore della Chiesa, di cui sei “pietra d'angolo” per volere di Gesù, chiedi anche per me che, finalmente ravveduto, confermi i miei cari nella fiducia e nell'armonia ritrovata.

  Il Vangelo è davvero un libro di vita. I suoi protagonisti sono uno spaccato della nostra vita, ci permettono di rivederci alla luce delle loro scelte eroiche e delle loro fragilità. Non è un libro scritto per gli Angeli ma per uomini fragili, pieni di inconcruenze; di uomini, però, che sanno tenersi sotto la potente mano di Dio, e ci raccontano una storia d'amore misericordioso.

 

 

 

     

 

•  “ Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!».

•  Pietro, tu ti fidi troppo di te stesso, pensi di essere forte e di poter stare in mezzo ai nemici di Gesù senza pericolo. Fuggi, Pietro, è l'ora delle tenebre e il tentatore ti sta vagliando! Quante volte anch'io penso di poter stare con quegli amici, in quegli ambienti, di poter vedere quegli spettacoli, di potermi permettere tutto perché sono adulto. Anch'io mi fido troppo di me stesso e spesso devo riconoscere che il tentatore è più forte di me e si burla della mia vuota baldanza. I santi fuggivano le occasioni pericolose! Insegnami, Signore, la saggezza.

 

•  Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire».

•  Pietro, non capisci o non vuoi capire? Fai come me quando mi colgono in fallo? Come siamo ridicoli tutti e due! Tu rinneghi tre anni di intimità con Gesù, io rinnego tanti anni di intimità con il mio coniuge e di affettuosa paternità, quando mi fingo celibe per prendermi un'ora di svago sporco di fuliggine infernale. Quanto ho bisogno di perdono!

 

•  Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno».

•  Tu credi che sia finita, ma il tentatore ha già visto che sei fragile, la paura ti stordisce e allora rincara la dose. Questa volta non ci sono dubbi, la tua appartenenza al Maestro è palese. Anch'io a volte sono stato scoperto nelle mie ambiguità. Poteva essere l'ora del ravvedimento, ma ho preferito continuare il gioco infernale della bugia. E Tu soffrivi, Gesù, e mi guardavi con compassione, perché sei buono e vuoi solo il mio vero bene, Grazie, Gesù.

 

•  Ma egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell'uomo».

•  Neghi ancora, Pietro, come me, e giuri, proprio come ho giurato io tante volte, di non aver fatto quello che mi veniva rimproverato. Giurare è chiamare Dio a testimone, Pietro, come può Dio avallare quello che dici se non è vero? Come può avallare le mie bugie? Siamo due ingenui sprovveduti, solo la misericordia di Dio può darci speranza.

 

•  Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!».

•  Ora c'è una prova in più e gliel'hai data proprio tu, Pietro, aprendo la bocca per mentire, la tua parlata denuncia la tua identità. Quante identità falsate su internet, quanti specchi per le allodole sprovvedute! E come vi cadono, illudendosi di aver trovato finalmente l'amico sincero, la donna della loro vita, la grande occasione. L'industria del peccato è più fiorente di quella della virtù ed io come un pesce senza cervello, abbocco all'amo traditore. Gesù, abbi pietà della mia stoltezza.

 

•  Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!».

•  Siamo arrivati alla frutta, Pietro, l'imprecazione è l'arma di chi si vede perduto. Anch'io ho fatto questa esperienza e la ripeto ogni volta che ho torto. Quando imparerò, Signore?

 

•  E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte».

•  Gallo benedetto, perché non hai cantato prima? Avrei evitato tanta stoltezza! Ma forse non ti avrei ascoltato, ero troppo preso a difendere me stesso. Perdonami, Signore!

 

•  E uscito all'aperto, pianse amaramente ”. (Mt 26:69-75)

•  Solo adesso esci, Pietro, ma non è troppo tardi, il tuo pianto scende nel Cuore trafitto del tuo Gesù e vi porta il balsamo del pentimento e del perdono. Insegnami, Signore, a piangere i miei peccati. Insegnami la vera contrizione, che segna l'inizio della vera conversione. Amen.

 

 


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Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2012
 
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